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Accademia del Bello, la lectio magistralis di Paolo Ferruzzi a Roma

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Nell’affollatissima Sala Cinema del MACRO – Museo Arte Contemporanea di Roma – il professore Paolo Ferruzzi ha tenuto una conferenza sulla sua Accademia del Bello rendendo visibile la bellezza del paese di Poggio e dell’Elba tutta che su grande schermo si è manifestata all’intera platea. Tra il pubblico moltissimi artisti delle Accademie e professori della Sapienza, Margherita Parrilla Etoile del Teatro dell’Opera di Roma, la giornalista Rai Maria Cuffaro, il produttore Spina, i registi Jaenicke e Muti, gli attori Berti Boschian Giannoni in rappresentanza dell’Isola e l’attore Ugo De Vita che ha concluso la serata leggendo dal palco, e magnificamente, poesie inneggianti il Bello spaziando dal Caravaggio al poeta Dino Campana. “Ringrazio il Macro – ha detto Ferruzzi – nella figura del direttore Giorgio De Finis per aver dato questa opportunità. Ringrazio il maestro Notargiacomo che mi ha spinto a perseguire questa serata. Ringrazio tutti i gli ex colleghi dell’Accademia che vorrei citare uno per uno ma che finirei per far torto a chi non vedo senza nominarlo. Ringrazio tutti gli ex miei studenti che sono venuti a salutarmi affettuosamente ricordandosi del loro antico insegnante. Ringrazio tutti gli amici che sono presenti e che mi hanno seguito in questa folle avventura, in questo sogno fantasioso. Ringrazio tutti coloro che non conosco e che  in questa sala sono forse curiosi di saperne di più. In questi dieci giorni appena trascorsi in ospedale ho incontrato persone con le quali condividere non solo la stanza ma anche quel bello che ognuno di noi porta dentro e mi sono reso conto, proprio in quegli spazi, come il bello possa combattere lo smarrimento esistenziale, l’ansia, il disagio dei nostri tempi, la nausea dei social e, perché no, anche la colite gastrica. Come possa essere consigliato a esteti, filosofi, animi pensosi, poeti, artisti e anche a dandy. Come possa essere particolarmente indicato in caso di irritazione spazio-temporale. Come possa essere sconsigliato in caso di superficialità, fretta, scarsa concentrazione. E possa avere effetti collaterali come euforia, ritorno alla realtà, sentimento del sublime kantiano nello sgomento provato di fronte alla grandezza della natura, amore platonico. Dopo queste ironiche “prescrizioni mediche” – ha continuato Ferruzzi – vengo a parlarvi dell’Accademia del Bello senza, mi auguro, annoiare con una “lectio magistralis” che sarebbe fuori luogo ma con le semplici parole di uno che ha creduto ad un sogno perché nella sua vita ha sempre sognato e senza porsi barriere di eta’ anagrafiche. Sognare è come una ruota di scorta che bisogna tenere sempre gonfia perché sia utile quando occorre.  Oggi tutto è dovuto, appiattito, tutto è morbido, trasparente senza vita vissuta. Tutto è sottoposto a una ceretta brasiliana che elimina tutte le imperfezioni come dice il filosofo Byung Chul Han. Oggi il bello è diventato quindi qualcosa di molto lontano da quello che era nelle società che ci hanno preceduto. Oggi è bello ciò che è levigato perché non ferisce e non ha contrasti e spigoli. Oggi è tutto like. Invece vorrei rapportarmi con sublime con il dolorosamente bello. E se è vero, come diceva Dostoevskij, che la bellezza salverà il mondo mi chiedo se il mondo oggi riuscirà a salvare il bello. Vediamo se riusciremo a farlo assieme a tutti voi e all’Accademia del Bello”. Sono seguite su grande schermo e ampiamente commentate immagini stupende dell’Isola d’Elba con Portoferraio, Marciana Marina, Poggio e l’Accademia del Bello.

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