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Giochi delle Isole 2019, adesso chiedete scusa

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La delegazione elbana dei Giochi delle Isole 2018

I Giochi delle Isole per la prima volta ospitati all’Isola d’Elba? Era decisamente troppo bello per essere vero. E, infatti, non è vero.

Dopo aver annunciato in zona Cesarini – vale a dire a ridosso delle elezioni amministrative di Portoferraio – di essere pronti ad ospitare la manifestazione sportiva sullo Scoglio a meno di un mese dal suo inizio, tutto si è risolto miseramente con un nulla di fatto: il Coji, il comitato organizzatore dell’evento, ha preso baracca e burattini e se n’è tornato in Corsica. Lì si terrà la 23ma edizione dell’evento. Con buona pace di quanti ci avevano creduto.

E adesso, però, chiedete scusa. Chiedete scusa ai ragazzi che, gonfi d’orgoglio, non vedevano l’ora di essere per la prima volta “i padroni di casa”. Proprio loro, che per anni avevano addirittura dovuto rinunciare a partecipare ai Giochi in trasferta per mancanza di fondi, finalmente potevano avere la loro meritata rivincita. Che, da sola, valeva quasi quanto una vittoria. E invece niente.

Chiedete scusa ai commercianti. Che sin da subito si erano dati un gran daffare per recuperare i fondi per contribuire a sostenere i costi per il vitto e l’alloggio di tutti gli atleti ospiti. Con tanto di adesivo creato a posta per l’occasione, da vendere a chi avesse voluto partecipare alle spese. Chi li rimborserà adesso?   

Chiedete scusa ai volontari. Che si erano mobilitati per facilitare gli spostamenti sull’isola e non incidere sul già risicato budget messo a disposizione per la logistica.

Chiedete scusa agli elbani. Quelli così ingenui da credere che un’amministrazione comunale gestita da improbabili personaggi che riescono a sottoscrivere un accordo in una lingua straniera che non conoscono (salvo chiedere – dopo – la traduzione di quanto firmato, due volte) e un rappresentante del Coni che, pur con tutta la buona volontà del mondo, non è riuscito a far valere le nostre ragioni, potessero alla fine portare a casa un risultato diverso da questo ignobile fallimento.

Perché questo è: un fallimento. Il frutto dell’incompetenza mista alla presunzione. Un mix micidiale. Al quale si è aggiunta anche una totale mancanza di visione di insieme (basti pensare che non c’è mai stato un tavolo in cui i comuni fossero tutti presenti e che ognuno di essi avrebbe contribuito solo in base a quanti atleti locali avessero mandato in gara).

Ma ora che il Coji si è portato via la palla, i nostri eroi hanno pensato bene di indire una inutile quanto agitata conferenza stampa nella quale, con la prosopopea di cui sono capaci, hanno dato le colpe – tutte – al comitato organizzativo. Che, per carità, ne ha. E anche tante. Ma è fuor di dubbio che la faccenda sia stata gestita con i piedi. Da tutti quanti.

Visto che nessuno ha il coraggio di dirlo, lo diciamo noi. I “Giochi delle Isole” è solo un brand. Un nome. Il comitato, a parte quello, ci mette poco e niente. E men che meno soldi. Poiché all’Elba avrebbe dovuto anticipare – per la prima volta in oltre vent’anni – quelli per l’organizzazione di tutto l’ambaradan e poi farseli rimborsare attraverso le sponsorizzazioni, trovando un privato che coprisse tutte le spese, alla fine hanno capito che il gioco non valeva la candela e sono tornati “a casa”, in Corsica, sede naturale dell’evento (il presidente Pierre Santoni, infatti, è corso).

Eppure siamo sicuri che la colpa sia solo del Coji? Sarebbe infatti interessante scoprire se il comune di Portoferraio avesse specificamente messo a bilancio i fondi per l’evento. Altrimenti, a voler proprio pensare male, verrebbe da dire che era tutta una farsa. Anche perché pare che nemmeno il Coji abbia mai presentato un piano finanziario per i “Giochi delle Isole (che sui social sono già stati ribattezzati “Giochi delle sòle”).

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