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Caro direttore, perché non si fa niente per l’aeroporto?

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Caro direttore,

nel leggere lo scorso numero del “Corriere Elbano” sono rimasto allibito dalla dichiarazione del presidente dell’Associazione Albergatori Massimo De Ferrari, convinto che il futuro del turismo dell’isola, quantomeno quello dei prossimi anni, sia potenzialmente rappresentato dal pullman. Ma stiamo scherzando? Invece di dire sciocchezze, perché non si danno da fare – albergatori, sindaci, imprenditori, commercianti, la Gat, il Parco – per permettere all’aeroporto di decollare? Volere è potere. Ma io inizio a pensare che manchi la voglia. Invece di menefreghismo e ignoranza ce n’è in abbondanza.

E la cosa più assurda sa qual è? Che tutti si lamentano del fatto che non ci sono turisti, ma nessuno alza un dito. Le racconto una storia: circa dieci anni fa, sono andato a trovare un amico italiano che abita a Fuerteventura, nelle Canarie. In quel periodo stavano costruendo un nuovo aeroporto, perché quello che c’era prima non era sufficientemente grande per il turismo dell’isola. Quando ci sono tornato, cinque anni dopo, l’aeroporto non solo era terminato, ma lo stavano addirittura ampliando per permettere l’atterraggio anche dei jumbo. L’albergo in cui dormivo era vicino allo scalo e ogni mezzora, dalla mattina alle 6 fino alla sera alle 22, partiva o arrivava un aereo. Il mio amico lavora nel settore immobiliare e mi ha assicurato che con il potenziamento dell’infrastruttura l’isola ha avuto uno sviluppo enorme. Gli stessi spagnoli, magari da Madrid, prendono l’aereo il venerdì per trascorrere sull’isola il weekend. Quindi mi chiedo: sono tonti quelli di Fuerteventura o siamo tonti noi?

Pensi a un turista che dalla Germania o dalla Svizzera vuole venire all’Elba per vedere se è veramente così bella come dicono. Deve prendere un volo – un’ora e mezza – e arrivare a Pisa. Arrivato lì deve prendere un pullman e, in un’altra ora, arrivare a Piombino. Poi c’è da prendere un traghetto. Altri 50 minuti, mare permettendo. Fa in tempo ad andare in America. Ecco, quel turista viene una volta e poi non torna più.

All’Elba continuerà a venire in vacanza solo chi ha la seconda casa. Ma gli altri perché dovrebbero venire dato che, allo stesso prezzo, possono andare in una località servita meglio sotto tutti i punti di vista?

Ecco la mia proposta: con uno dei pullman tanto cari a De Ferrari, organizziamo una bella gita sulla riviera romagnola. Non per fare una vacanza, ma per andare a “rubare” delle idee sull’accoglienza e sui servizi. E, soprattutto, vedere come si può diventare una località turistica frequentatissima pur con un mare che, tanto per usare un eufemismo, non ha nulla da invidiare a quello elbano.

Raffaele Pinto, ex pilota di rally


***

Gentile signor Pinto, nulla da aggiungere. La sua analisi della situazione è perfetta. Soprattutto la parte sull’indolenza.

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