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Achille Onorato, l’uomo e l’armatore

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In occasione dell’intitolazione di un piazzale del molo antistante il porto di Portoferraio ad Achille Onorato, padre di Vincenzo, abbiamo ripercorso le tappe più importanti della sua vita e parlato con le persone che lo hanno conosciuto. Un modo per ringraziare chi ha “inventato” il turismo all’Elba.

È il 1967 quando l’imprenditore Domenico Lorenzi decide di interrompere il collegamento tra Elba e Piombino e restituire il “Maria Maddalena” al commendatore Achille Onorato. Il patron della Navarma – Navigazione Arcipelago Maddalenino –  intuisce, allora, che quello Scoglio ha delle grandi potenzialità: perché, a differenza delle isole come Ischia, che alla fine degli anni Sessanta hanno già conosciuto lo sviluppo turistico, in quel periodo l’Elba non è ancora predisposta ad accogliere migliaia di ospiti.

Così Onorato, dopo aver dedicato la sua vita a gestire linee merci, decide di proseguire il servizio sulla tratta Piombino-Portoferraio con il suo “Calimero” (così era soprannominato il traghetto ‘Maria Maddalena’ per il suo colore nero).

Per la più grande isola dell’Arcipelago Toscano arriva la svolta. Intanto perché, per la prima volta, quel servizio si aggiunge alla compagnia di navigazione statale, assicurando agli elbani quelle corse straordinarie che garantiscono l’afflusso del turismo anche durante gli scioperi, momenti particolarmente critici per il trasporto marittimo. Ma anche perché l’Elba inizia ad assaporare il gusto di vedersi invasa da migliaia di ospiti sempre più affascinati da quel gioiello custodito dal mar Tirreno. In quegli anni Achille Onorato, che amava girare il Mediterraneo in compagnia di suo figlio Vincenzo a bordo del suo yacht “Alcyon”, inizia a trascorrere tutte le sue estati all’Elba. E, pian piano, ne scopre la bellezza, la natura ancora selvaggia ma impareggiabile. Inizia ad avventurarsi tra gli specchi d’acqua e le insenature dove, in compagnia dei suoi amici, dirige la sua barca in cerca di calamari.

Il giorno in cui decide di spingersi fino alla spiaggia dell’Enfola gli cambia la vita: capisce che solo un posto così, un paradiso in terra, avrebbe potuto donargli la tranquillità di cui sentiva il bisogno. Onorato si innamora di tutto questo. A tal punto da stabilire che quello sarà lo Scoglio su cui trascorrere il resto della sua vita. Prende tutti i suoi oggetti più cari e, nel 1978, li trasferisce nella casa più alta di Portoferraio, in modo di potersi garantir la visione di quel panorama verso San Giovanni, Schiopparello, Magazzini, Bagnaia.

Vincenzo Onorato insieme ai suoi due figli maggiori: Achille, come il nonno, che è l’attuale amministratore delegato di Moby Lines, e Alessandro, vicepresidente del Gruppo Moby

Il suo amore per l’Elba non ha mai vacillato. Achille, appartenente ad una famiglia che ad un’altra piccola isola – Ponza – doveva le sue origini, conosceva perfettamente le difficoltà di chi si trova a dover vivere in un lembo di terra in mezzo al mare. In quel periodo gestisce con continuità e puntualità la linea nell’arcipelago Toscano. Decide così di potenziare il servizio con l’acquisto di altre unità per la sua flotta: dopo il “Maria Maddalena” e l’“Elba prima”, arrivano, dunque, il traghetto “Portoferraio”, il “Bastia”, “Città di Piombino” e “Giraglia”.

Chi, ancora oggi, si ricorda del patron della Navarma, parla di un uomo semplice, poco avvezzo alle serate di festa. Dedito al lavoro e alla sua famiglia. Un vero uomo di mare, modesto quanto umile. Stimato da tutti i portuali e dai suoi lavoratori che spesso lo vedevano mescolarsi insieme a loro sul piazzale del porto di Portoferraio. In attesa delle sue navi. Che, pian piano, diventano sempre più grandi.

Finché nel 1982, con l’arrivo del figlio Vincenzo, inizia l’era dei grandi traghetti caratterizzati dalla balena blu. Nel giro di pochi anni, la flotta Moby arriverà a contare otto navi. Fino a che, nel 1997, il gruppo Onorato – che a quel punto include Navarma, Moby Lines, Sardegna Lines e Rimorchiatori Sardi – si colloca ai vertici dell’armatura italiana, arrivando a contare 1030 dipendenti tra marittimi e amministrativi.

Il commendatore Onorato vive ancora nella memoria di chi ha avuto modo di lavorare al suo fianco. Ricordandolo come un uomo generoso, sempre disponibile nei confronti dell’Elba.

Un ricordo su tutti: nell’agosto del 1985, lo Scoglio è avvolto dalle fiamme a causa di un incendio devastante che, alla fine, costerà la vita a cinque ragazzi in vacanza. Quella notte, il commendatore dà ai suoi l’ordine di partire in direzione Livorno per portare sull’isola uomini dell’esercito e vigili del fuoco.

L’amministrazione comunale di Portoferraio ha deciso di intitolargli il piazzale antistante il porto. Un piccolo omaggio che l’Isola d’Elba rende all’armatore che le ha permesso di scoprire la sua vocazione turistica. Grazie a quella targa, Achille Onorato avrà per sempre un posto in prima fila per guardare i suoi traghetti mentre solcano il mare.

 

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