CONDIVIDI

Musi lunghi e dichiarazioni col contagocce nell’incontro con i giornalisti convocato da Adalberto Bertucci, vicesindaco di Portoferraio, e Claudio Bianchi, presidente del Comitato organizzatore locale, per chiarire i motivi che hanno fatto dirottare i Giochi delle Isole verso la Corsica.

In realtà è stata una conferenza inutile quanto agitata. E malgrado le smentite fatte arrivare da Bertucci al nostro giornale dopo l’articolo pubblicato sabato (leggi qui) che anticipava la notizia, il vicesindaco di Portoferraio non ha potuto far altro che confermare tutto quello che avevamo già scritto.

A partire dalle motivazioni che stanno alla base della decisione del Coji di spostare la manifestazione nella sua sede naturale: gli impianti di atletica non omologati; le attrezzature mancanti per ginnastica, scherma, tennis tavolo, karate e Judo; il rischio finanziario e l’assenza di un partner privato significativo che avrebbe dato un contributo importante per la manifestazione. Sfilandosi, poi, di fronte a certe domande, forse troppo scomode, da parte della stampa. Perché dopo aver chiesto al vicesindaco come mai nel bilancio appena approvato non avesse ritenuto opportuno prevedere una nota spesa specifica (e non generica) per i Giochi delle Isole, Bertucci si è trincerato dietro ad un imbarazzante silenzio (continuando a giocare con il cellulare di fronte ai giornalisti) alla domanda se in tutto questo non ci fosse stato, forse, un atteggiamento troppo superficiale da parte del Comune nella gestione dell’organizzazione dei Giochi.

A questo punto, non resta che prendere per buone le responsabilità addossate, pienamente, ai dirigenti del Coji. Lo ha ribadito, fino all’ultimo, anche Claudio Bianchi, il fiduciario del Coni per l’Elba e la Val di Cornia nonché presidente del Comitato organizzatore locale. Che ha ricostruito le tappe della vicenda partendo da quel 4 dicembre (“abbiamo ricevuto la richiesta di poter organizzare i Giochi all’Elba con l’unica condizione di mettere a disposizione, gratuitamente, gli impianti sportivi”) passando per quel 28 febbraio (“il Comune di Portoferraio ha sottoscritto il contratto con il Coji ”) e arrivare, poi, a fine marzo (“quando sono stati fatti i sopralluoghi negli impianti sportivi”).

Eppure, un campanello d’allarme c’era già stato e avrebbe potuto far riflettere amministrazioni elbane e comitato organizzatore locale. E cioè la preoccupazione di Pierre Santoni, il presidente del Coji, di non avere “nessuna certezza” quando si è arrivati a “cinque settimane dall’inizio dei Giochi”.

La lettera del Coji

A cosa si riferiva il presidente Santoni? Per qualche motivo – e su questo si interroga Bianchi – il Coji ha chiesto, fuori contratto, all’Elba di assolvere al 30% delle spese per la manifestazione (in assenza, tra l’altro di un piano economico-finanziario)?

Sarà vero che, come ha spiegato lo stesso Bianchi, il Coji ha preferito fare un passo indietro dopo che l’Elba aveva risposto negativamente alla richiesta di assicurare un alloggio (di lusso) a 35 persone del direttivo, oltre che il trasporto (gratuito) e gli spostamenti in loco?

Ora i comuni stanno valutando la possibilità di poter chiedere al Coji un risarcimento per danno d’immagine. Cosa che, probabilmente, potrebbero fare anche gli albergatori. Intanto, a breve le associazioni sportive decideranno se ci sono tutti i presupposti per permettere ai 109 ragazzi elbani di poter partecipare ai Giochi delle Isole (ormai ribattezzati “Giochi delle Sòle” dal web) in Corsica.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here