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La delegazione elbana dei Giochi delle Isole 2018

L’Isola d’Elba scarta l’uovo di Pasqua, amarissimo, ricevuto dal Coji e ci trova una bella sorpresa dentro: i Giochi delle Isole sono stati spostati in Corsica. Eh sì, avete capito bene. Dopo il braccio di ferro durato da dicembre a febbraio per trovare l’accordo e dopo la stipula del contratto, il Comitato organizzatore ha deciso di annullare le prenotazioni agli albergatori e di dirottare la manifestazione sportiva in direzione Bastia. I motivi? Sarebbero tecnici. Anche se, come fanno notare i bene informati, il Coji si sarebbe convinto ad abbandonare l’Elba per problemi economici.

La conferma che i Giochi siano stati effettivamente spostati in Corsica è arrivata solo questa mattina. Sembra che il Comitato Organizzatore della manifestazione abbia annullato le prenotazioni con gli albergatori che, tra l’altro, avrebbero dovuto ricevere un anticipo delle spese entro lunedì scorso. Nascondendosi dietro a motivazioni che, agli occhi di molti, vacillano. Primo punto, secondo il Coji gli impianti per l’atletica non sarebbero idonei a far svolgere le competizioni. Per omologarli, bisognerebbe dotarli di attrezzature per un costo che si aggirerebbe intorno al 20mila euro. Attrezzature, e veniamo al secondo punto, che mancherebbero anche per altre gare che all’Elba, di norma, non si svolgono. Come la scherma o il tennis tavolo. Ammesso e non concesso che questo basti per poter annullare una manifestazione da un giorno all’altro, resterebbe da chiedersi come mai i sopralluoghi negli impianti sportivi sono stati fatti soltanto un mese dopo la stipula del contratto. Perché non farli prima? Su questo si stanno interrogando, probabilmente, le amministrazioni comunali e le associazioni sportive che in queste ore sono stati raggiunti dalla brutta notizia. In attesa che, la settimana prossima, il comitato organizzatore locale convochi una conferenza stampa. Intanto, resta il fatto che l’Elba colleziona l’ennesima figura barbina. Probabilmente, avevano ragione quelli che avevano bollato l’annuncio come una squallida manovra elettorale.

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