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Quando Aristofane scrisse “La Pace”, non poteva immaginare che 2500 anni dopo un detenuto l’avrebbe fatta completamente sua, trasportando dentro di sé quel clima di speranza e ottimismo che la pace di Nicia avrebbe restituito a tutti i greci.

Per Dimitri – attore protagonista nello spettacolo messo in scena all’interno della Casa di Reclusione di Porto Azzurro – l’auspicio più grande è quello di raggiungere la sua pace interiore. E in qualche modo, il laboratorio teatrale che l’associazione Dialogo ha messo in piedi in collaborazione con la direzione del carcere, ha già colmato parte di un vuoto che Dimitri, come i suoi compagni di cella, sente inesorabile.

Lo spettacolo, voluto fortemente da Licia Baldi – presidente dell’Associazione Dialogo – ha coinvolto detenuti, i ragazzi de “Le Perle dell’Arcipelago” e un gruppo di studenti di Piombino. “È un momento di unione, umanità e condivisione – ha detto la volontaria Manola Scali – Siamo già a lavoro sul prossimo spettacolo. Un romanzo in chiave fantastica“.

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