Home Ambiente Spazzatura: il sacchetto dove lo metto? Risponde Solari (ESA Spa)

Spazzatura: il sacchetto dove lo metto? Risponde Solari (ESA Spa)

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Quello dei rifiuti per alcuni è un servizio, per altri un supplizio. Molte le lamentele da parte dei residenti, troppi i casi in cui l’immondizia viene abbandonata selvaggiamente in giro. Abbiamo intervistato Gabriella Solari, presidente di Esa, che ha risposto alle nostre (che sono anche le vostre) domande.

Un po’ come la destagionalizzazione, il tema della gestione dei rifiuti divide e crea dibattito. A volte anche piuttosto acceso. Basta fare un salto nei gruppi social “made in Elba” per vedere come il problema della raccolta sia al centro dell’attenzione pubblica. Specie quando ci si trova di fronte a quelle persone scorrette loro malgrado che vanno a caccia del bidone “facile”.

Di chi è la colpa? Sarà di Esa, Elbana servizi ambientali, con le sue metodologie che in rete sono state definite troppo rigide? O la responsabilità è, invece, di qualche cittadino che rifugge dalla differenziata porta a porta considerata, probabilmente, troppo impegnativa? Lo abbiamo chiesto a Gabriella Solari, presidente della partecipata che si occupa del ciclo dei rifiuti all’Elba.

I numeri dicono che la raccolta porta a porta ha raggiunto percentuali molto alte. Eppure non sono pochi i casi di abbandoni di spazzatura. Come se lo spiega?

«È bene precisare che Esa si occupa della raccolta del rifiuto urbano. Ciò significa che non è competente per l’abbandono di rifiuti in mezzo al bosco o in un sentiero. Diverso è il caso delle zone servite dal nostro porta a porta. I nostri operatori monitorano tutti i giorni il territorio per, eventualmente, intervenire in maniera tempestiva riportando la situazione alla normalità. È chiaro che gli abbandoni significano non aver chiaro quanta offesa si crea all’ambiente in cui viviamo».

Probabilmente è più facile lasciare un rifiuto ingombrante per strada anziché portarlo lì dove dovrebbe stare. Poca educazione o mancanza di comunicazione?

«Forse è anche vero che la comunicazione non è stata efficace fino in fondo. Abbiamo cercato di far capire ai nostri cittadini il perché di questa nuova modalità di raccolta dei rifiuti. Mi rendo conto, tuttavia delle difficoltà delle famiglie che, dovendo vivere in spazi limitati, fanno fatica a gestire in casa diversi contenitori per differenziare. È necessario che questa nuova pratica venga interiorizzata».

Non sarà che i calendari sono troppi rigidi e i cittadini fanno fatica ad adeguarsi?

«I calendari invernali sono fatti così proprio per cercare di contenere i costi. Mi spiego: la raccolta porta a porta prevede più mezzi in funzione e maggiori uomini. Dal 2019 abbiamo iniziato a raccogliere i frutti, ma il percorso di abbattimento dei costi è ancora lungo. In qualche occasione hanno evidenziato qualche criticità, ma siamo intervenuti per andare incontro alle esigenze dei cittadini. Giusto per fare qualche esempio, abbiamo implementato la raccolta di carta e vetro che in un primo momento avevamo previsto a settimane alternate, cioè ogni 15 giorni».

C’è anche un problema di esposizione, dato che in passato, ma ancora oggi, non è difficile trovare sacchi di spazzatura per strada…

«Un po’ di tempo fa, ci è stato riferito di diversi sacchi rotti e rifiuti dispersi in strada in zona porto. Abbiamo richiamato l’attenzione dei cittadini, proponendo due soluzioni: l’uso del kit “antirandagismo”, cioè inattaccabile dagli animali, oppure, in alternativa, abbiamo suggerito di non esporre i sacchi la notte ma al mattino presto. So benissimo che le esigenze dei cittadini sono molte. Ma bisogna collaborare affinché non ci siano problemi».

Diverso è il caso, invece, dell’esposizione dei rifiuti da parte dei commercianti, specie durante la stagione estiva…

«In alcune località abbiamo escluso che si possa esporre la notte, proprio perché non è un bel vedere per i nostri ospiti che passeggiano per le vie della nostra isola. A volte le attività lo fanno comunque, ma la raccolta inizia molto presto la mattina». 

In diverse località turistiche la raccolta viene effettuata in ore notturne. Crede che sia possibile anche all’Elba?

«A Portoferraio, per esempio, l’ultima raccolta viene fatta a mezzanotte. Sul territorio di Marciana segue l’orario notturno. La notte si lavora meglio, ma creiamo qualche disagio a cittadini e turisti. Penso al rumore che fa il vetro quando viene versato nel furgoncino. È difficile accontentare tutti».

La stagione estiva è alle porte. Come intendete gestirla?

«La raccolta dei rifiuti sarà fatta con maggiore frequenza. Le utenze turistiche sono quelle un po’ più problematiche. In particolare, mi riferisco agli ospiti che scelgono le case vacanza. C’è il problema di far sapere loro in che modo debbano comportarsi. Non possiamo pretendere che chi venga a trovarci sappia come funzionano le cose. Abbiamo cercato di sopperire con una locandina ad hoc. A mio avviso c’è già stato un grande miglioramento».

 

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