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I sacchi di spazzatura dispersi per strade e sentieri sono un segno tangibile di una sconfitta. Per l’ambiente, prima di tutto. Ma anche per l’essere umano. Perché inquadrano, appieno, il fallimento di chi rinuncia a fare un piccolo sforzo in più pur di disfarsi del suo rifiuto ingombrante.

Per Esa potrebbe essere questo il motivo per cui non mancano mai le lamentele sul funzionamento della raccolta dei rifiuti. «Può esserci stato un mancato ritiro o un salto di passaggio del nostro operatore – precisa Esa – ma non ci sono grossi disservizi». Ma a ben vedere dalle foto che, puntualmente, circolano nei vari gruppi social, la presidente Gabriella Solari non può che insistere su quanto «sia indispensabile far sapere ai cittadini che i rifiuti ingombranti, che fino a poco tempo fa venivano conferiti nei bidoni dell’indifferenziato, siano portati nei centri di raccolta».

Tasto dolente, quest’ultimo, se si scorrono una ad una le criticità segnalate dai cittadini. Una su tutte, gli orari di apertura. è vero, la partecipata li ha prontamente modificati per andare incontro ai cittadini. Ma questo non è bastato a placare gli animi di quei cittadini toccati dalla poca preparazione di alcuni operatori. «Esa ha investito molto sulla formazione – tiene a precisare Gabriella Solari – Abbiamo iniziato con dei corsi di comunicazione, per favorire un approccio migliore con l’utenza ed evitare, come a volte succede, un atteggiamento di chiusura. Chiariamo una cosa: gli operatori sono comunque persone che, come noi, si sono visti modificare le modalità di gestione dei rifiuti da un giorno all’altro. Ci vuole un po’ di comprensione».

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