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Non tutti sanno che dagli scarti alimentari dello Scoglio si ricava un compost che, in effetti, potrebbe anche essere commercializzato.

Quello che vedete in foto non è altro che il risultato della lavorazione dell’umido che Esa, ormai da un po’ di tempo, ha avviato all’interno dell’impianto di Buraccio. Là dove un tempo veniva trattato tutto l’indifferenziato prodotto sull’isola, oggi si trasforma un rifiuto in una “terra dell’Elba”.

«Per noi – ha spiegato la presidente Solari – rappresenta un ciclo che si chiude. Questo significa che quel materiale, raccolto sostenendo un costo, produce reddito. È necessario riuscire a far capire ai cittadini che smaltire l’indifferenziato ha un costo, perché mandare i rifiuti in discarica non è certo gratis. Il porta a porta è una raccolta vantaggiosa. E, credo, l’unica soluzione possibile».

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