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Jean-Baptiste Dominique Rusca, un grande medico e un grande generale

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Sembra che il Generale di Divisione Jean-Baptiste Dominique Rusca fosse stato in passato un gran medico. Nato nel 1759 a Briga, vecchio dipartimento delle Alpi Marittime, aveva compiuto brillantemente i suoi studi e si era dedicato all’esercizio della medicina nella contea di Nizza.Nel 1793 aveva trovato la sua strada nell’Armata d’Italia: aveva solo l’incarico di vigilare sulla salute delle truppe, ma si fece conoscere ben presto anche in battaglia mostrando un certo valore. La sua condotta sul campo di battaglia gli valse alcune promozioni e qualche encomio, ma anche una ferita alla gamba sinistra e la deportazione per quasi due anni in un campo di prigionia austriaco.

Tornato dalla prigionia, era a Parigi quando nel dicembre del 1801 il Primo Console lo mandò a chiamare per affidargli il comando militare dell’Isola d’Elba. Era molto popolare tra i suoi soldati e li considerava come i suoi figli; Rusca era aperto alle loro esigenze, ma abbinava questa sua bontà ad una grande severità nel mantenere la disciplina. Non ebbe un buon rapporto con il Commissario del Governo Briot col quale, anche se solo per quanto atteneva all’aspetto militare, condivideva il comando dell’Elba.

Gli scontri con lui furono frequenti nonostante il Commissario si sforzasse di non contrariarlo eccessivamente: lo stesso Napoleone fu costretto, l’8 giugno 1803, a far scrivere al Ministro degli interni, il cittadino Chaptal, per far arrivare la sua voce: “Il Primo Console mi ha incaricato di invitarvi a scrivere al cittadino Briot, Commissario del Governo, di non contrariare in alcun modo le operazioni del Generale Rusca, e, al contrario, di assisterlo con tutte le sue forze nelle misure che prenderà in difesa di l’isola d’Elba”.

Ma, d’altra parte, nemmeno Rusca fu risparmiato e il richiamo gli giunse attraverso una lettera inviata al Generale Berthier: “Sono sorpreso che non sia stato ancora stabilito un consiglio militare per l’Elba ma non sono meno sorpreso di apprendere che le truppe dormono sul pavimento delle caserme e che non dispongono né di paglia né di rifornimenti. Non capisco come il Generale Rusca abbia potuto incorporare polacchi e disertori stranieri nei battaglioni francesi. Ma poiché questo è successo, non si può più tornare indietro. Per quanto riguarda poi le sue difficoltà con il Commissario del Governo, deve dimenticarle e consultarsi con lui per la difesa dell’Isola”.Briot venne destituito e, una volta partito, anche il Generale tentò di far parte di far parte della loggia massonica di Portoferraio, proprio quella di cui l’ormai ex Commissario era stato uno dei fondatori. Non si sa chi potesse aver proposto il suo nome ma, di sicuro, la sua candidatura non fu gradita ai Fratelli della “Les Amis de l’Honneur Français”.

Benché Briot avesse lasciato l’Elba da qualche mese, il suo ricordo e i suoi insegnamenti erano ancora vivi nello spirito dell’Officina tanto che durante la Tornata del 30 Germinal dell’anno XII  della Repubblica, al primo, e per lui anche ultimo scrutinio, il nominativo di Rusca collezionò ben dieci palle nere di rifiuto, su un totale di 23 votanti. Sì, è vero, a Portoferraio il Generale Rusca aveva ottenuto delle soddisfazioni a spese del Commissario Briot, ma la sua fortuna con Napoleone non fu comunque eterna.

Cadde ugualmente in disgrazia e venne sollevato dal suo incarico all’Elba già alla fine del 1805. Rimasto inattivo fino al 1809, poté in seguito partecipare all’apertura della Campagna d’Italia sotto il viceré Eugenio Beauharnais. Dopo questa parentesi rimase nuovamente in aspettativa.

Il 20 gennaio 1814 ottenne il comando della 2a divisione di riserva di Parigi. Il 12 febbraio fu chiamato al comando del campo di Soissons, nella regione dell’Alta Francia e due giorni dopo, sui bastioni di quella stessa città, venne colpito mortalmente. Era il 14 febbraio del 1814. I Russi, ormai padroni della piazza, il giorno dopo gli resero gli onori funebri riconoscendo i meriti del Generale. Oggi il suo nome è tra quelli inscritti nell’Arco di Trionfo.

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TESTI CONSULTATI: Correspondance de Napoleon 1er par ordre de l’Empereur Napoléon III. Vol. 8 Paris, 1861; Aulo Gasparri – Pagine Ignorate di Storia dell’Elba. Centro Nazionale Studi Napoleonici e Storia dell’Elba – Biblioteca Storica Elbana – Spot Line Srl Portoferraio; “La Massoneria all’Isola d’Elba dal 1803 al 1805. La Loggia Les Amis de l’Honneur Français rivissuta attraverso i suoi verbali di Loggia” a cura di Isabella Zolfino. “L’Arco e la Corte” Ed. Bari 2011

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