CONDIVIDI

Vincenzo Bono ha calato, in favore dell’Isola d’Elba, due carte da giocare in una doppia partita: il recupero di un pezzo di storia dimenticata e la valorizzazione del mondo gastronomico locale.

Sì, perché in quel piazzale, un tempo incrocio romano tra i più importanti dell’isola, l’imprenditore ha restituito allo Scoglio la sua naturale vocazione all’agricoltura attraverso una fattoria che, in pochissimo tempo, ha saputo guadagnarsi il benestare della popolazione elbana oltre che degli ospiti.

È “Terra e Cuore”, azienda nata a Portoferraio nel 2017 per volere di Vincenzo Bono, appunto, e di Paola Della Rosa. Dalla cosmetica (nel 2004 hanno fondato un’importante azienda a New York) alla natura, perché «volevamo un progetto diverso. Pensiamo che il mondo dell’agricoltura e dell’enogastronomia corrispondano ad un’esigenza dell’economia moderna». Così, volendo dimostrare che occuparsi di un prodotto di qualità è possibile, Vincenzo e Paola hanno investito, anima, cuore e portafoglio, in un’attività di allevamento delle capre, trasformazione del latte e agricampeggio.

Da poco hanno riaperto al pubblico. La produzione è ancora molto ridotta. «Stiamo allevando i nostri capretti con il latte naturale delle mamme. Dopo lo svezzamento, avremo tutto il prodotto a disposizione fino a chiusura». L’attività andrà avanti fino a metà novembre. Nonostante la volontà e l’intenzione di restare aperti il più possibile, “Terra e Cuore” è legata a doppio fino alla stagionalità. Intanto perché, «per non deturpare l’ambiente», la fattoria, da cui si possono ammirare i tre mari e le altre isole dell’Arcipelago, non è dotata di spazi al coperto. E poi, perché il prodotto da lavorare, ad un certo punto, si esaurisce. Eppure, giura Vincenzo, «noi ci siamo tutto l’anno, anche perché bisogna prendersi cura degli animali». Ad ogni modo, i due imprenditori hanno investito nella direzione di una destagionalizzazione che li vede, nel periodo di bassa stagione, al lavoro per migliorare il prodotto offerto. Ed è così che quest’inverno è nata, grazie ad uno spin off con l’Università di Parma, una nuova formulazione del gelato con un 2,1% di grassi contro il 12% di quello tradizionale.

«Un prodotto gourmet, unico al mondo – spiega Vincenzo – che nasce dalla lavorazione di latte di capra, mix di fibre vegetali e zuccheri. Praticamente il gelato del benessere, proposto in una doppia versione: all’aleatico e al finocchietto con gelatina di arancia amara dell’Elba». Per il resto, la proposta di “Terra e Cuore” spazia dagli altri gelati (al rosmarino, all’elicriso, alla lavanda, al misto macchia mediterranea e gli altri gusti classici con frutta di stagione) agli yogurt e ai formaggi (caprino fresco, stracchino di capra, primosale stufato, caciottella, cremino, l’erborinato blu di capra e una toma stagionata). La chiave, in ogni caso, risiede nell’unione che fa la forza. E che si traduce in quella rete che Vincenzo ha saputo coltivare insieme alle altre aziende del territorio. «Lavoriamo in sinergia – racconta – l’importante è non rimanere soli».

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here