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Dolci della tradizione, Cerimito e sportella di Pasqua

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Questi dolci venivano usati come dichiarazione d’amore fra due giovani che, con interesse, si guardavano da lontano.

La forma è inequivocabile. “Il giovanotto – scrive Alvaro Claudi nel suo libro ‘Di bocca in bocca’ – la mattina della domenica delle Palme, faceva pervenire alla ragazza desiderata un paniere adorno di fiori con il cerimito.

Se gradiva, la fanciulla contraccambiava il regalo con una sportella”. Che gli faceva recapitare infiocchettata e benedetta la domenica di Pasqua. Il giorno dopo, durante la tradizionale scampagnata all’Eremo di Santa Caterina, i due innamorati si incontravano per mangiare insieme il loro pegno d’amore.

Questa usanza, purtroppo, è scomparsa da tempo. E anche il cerimito (o ceremito) non viene preparato più così spesso. Gli si preferisce la sportella, la cui ricetta originale, però, è stata modificata e adattata ai gusti moderni: ne esiste dunque una versione antica, senza zucchero, e una dolce più recente con gli zuccherini colorati, molto in voga tra le famiglie elbane.

Foto/Franco De Simone/www.infoelba.it/

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