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Chissà cosa avrebbe pensato l’immenso Mike Bongiorno se solo avesse avuto il tempo, e l’occasione, di leggere quel maledetto “orrore” ortografico, dei nostri giorni, apparso, non se ne vogliano i professoroni di un tempo, in una pagina web istituzionale. Probabilmente avrebbe detto, per la seconda volta, che “ahi ahi, signora Longari, lei mi cade sull’uccello”. Ma qui non siamo nel contesto ben circoscritto di un semplice gioco televisivo del 1970, né si tratta di un classica “bischerata” tra vecchi amici. Eh, no. Qui la cosa è seria. Non è mica roba da poco sapere che nel portale online dell’Ufficio scolastico provinciale di Livorno, una delle ultime comunicazioni contenga una dicitura di cotanta portata: “Formazione delle Commissioni dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo distruzione per l’a.s. 2018/2019”.

Ebbene sì, “distruzione”. Una svista così, perché ci piace credere che sia solo una svista, meriterebbe, quasi quasi, di essere etichettata come licenza poetica. E il suo autore avrebbe tutto il diritto (e il dovere anche) di essere insignito della medaglia al merito di “ma che bella figura che ho fatto oggi”. Diciamolo, “distruzione” senza apostrofo, in ambito puramente scolastico, va bene soltanto se stai raccontando ad un amico di quello che hai combinato, all’insaputa dei prof, durante la gita scolastica. Giorni da distruzione più che di istruzione. L’innocente gioco di parole ha strappato milioni di risate fragorose solo a sentirlo pronunciare. Ma l’orrore ortografico dell’Ufficio scolastico provinciale di Livorno non ha sortito lo stesso effetto. E che non tirino fuori la scusa che la colpa è del correttore automatico, eh? A questo punto, non resta altro da fare che invitare, caldamente, la responsabile web delle comunicazioni istituzionali a rivedere il “misfatto” linguistico. Intanto, però, una bella insufficienza in italiano non gliela toglie nessuno.

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