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Quando ieri mattina è arrivata in redazione la notizia di un comportamento ‘discutibile’ da parte di un agente, non potevamo credere che tutto ciò potesse corrispondere al vero. Non potevamo crederci, perché ci sembrava inverosimile che un ragazzo venisse ammanettato soltanto perché stava facendo skate in piazza. Da giornalisti, quali siamo, abbiamo voluto vederci chiaro. Provando a sentire entrambe le campane, a differenza di quanto qualcuno ha insinuato in queste ultime ore. Tutto è iniziato domenica mattina con una segnalazione arrivata in redazione. Un ragazzo ammanettato davanti a tutta la piazza di Porto Azzurro (immaginate soltanto quante persone potessero esserci di sabato pomeriggio) perché andava in skate. Siamo subito riusciti a metterci in contatto con il ragazzo protagonista della vicenda, il quale ci ha raccontato la sua versione dei fatti.  A quel punto, proprio perché siamo consci del fatto che dietro ad ogni storia ci siano delle persone con una dignità e un’identità da tutelare, ci siamo messi alla ricerca dell’agente. Abbiamo contattato immediatamente il sindaco di Porto Azzurro, il quale non era assolutamente a conoscenza della vicenda. E che, se mai fosse accaduto il fatto, lo avrebbe definito ‘increscioso’. Abbiamo chiesto al sindaco come fare per contattare il comandante della polizia municipale: “chiamate in sede, troverete qualcuno che vi darà il contatto del comandante”. Bene. Così abbiamo fatto, provando a comporre quei tre numeri telefonici che risultano dal portale online del comune. Nulla di fatto. Nessuno pare fosse in servizio ieri mattina. A quel punto abbiamo provato a sentire dei cittadini di Porto Azzurro. Abbiamo trovato conferme di quanto accaduto sabato pomeriggio nei racconti di diversi testimoni che, tuttavia, hanno evidenziato come la dinamica fosse leggermente diversa da quanto raccontato dal ragazzo ‘ammanettato’ (non ha fornito i documenti). Motivo in più per continuare a cercare il comandate dei vigili. Abbiamo trovato online un primo numero, ma era inattivo. Poco dopo, riceviamo tramite messaggio un secondo numero che dovrebbe corrispondere al nostro vigile. In realtà ci risponderà un cittadino di Pistoia che nulla ha a che fare con questa storia. Pazienza. E’ stato praticamente impossibile mettersi in contatto con qualcuno in grado di poter dare una risposta alle nostre domande. Anche se, fino al primo pomeriggio, ci abbiamo provato con una certa insistenza.

Ora, lungi da noi emettere sentenze sul comportamento di un ufficiale pubblico senza essere assolutamente certi del motivo per cui è stato adottato. Ma non potevamo ignorare la segnalazione, i racconti dei testimoni e la delusione del ragazzo che ci ha chiesto di mantenere l’anonimato. Per questo, senza voler dare colpe a nessuno, abbiamo ritenuto opportuno sollevare il caso all’attenzione pubblica. Per capire cosa realmente sia accaduto quel sabato pomeriggio. Perché qualcosa, evidentemente, è successo. Evitando, oltretutto, di rivelare l’identità dell’agente in questione (dato che non avevamo avuto nessun riscontro). Tuttavia, il suo volto e la sua voce sono assolutamente percepibili da un video che qualcuno ha ripreso quel sabato pomeriggio. Se i leoni da tastiera volessero vederlo, saremmo disponibili a pubblicarlo. Basta chiedere.

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