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Giovane skater in manette? Mistero a Porto Azzurro

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Sembra che su Porto Azzurro si sia abbattuta una forte tempesta di dubbia legalità e che la nuvola del mistero abbia gettato un’ombra grigia sulla centralissima piazza del comune elbano. La storia ci racconta di un ragazzo impegnato a mangiare un gelato mentre andava sulla sua tavola da skateboard e di un un agente che, dopo averlo fermato e invitato a smettere, lo avrebbe ammanettato. Vero o falso che sia, l’episodio ha trovato conferma nei racconti di diversi passanti che, ieri pomeriggio, si sarebbero trovati di fronte ad una scena degna della miglior pellicola americana. Tuttavia, il fatto sarebbe avvolto da un alone di mistero, dato che è stato praticamente impossibile contattare la polizia municipale di Porto Azzurro. Soltanto il sindaco Papi (pur non essendo a conoscenza del fatto) si è immediatamente dissociato dall’atteggiamento “increscioso”, così lo ha definito, del suo agente.

Ma cosa è successo davvero ieri pomeriggio a Porto Azzurro? È mai possibile che un ragazzo sia stato travolto da un turbine di trattamenti riservati ai più pericolosi criminali per il solo fatto di aver usato, in maniera del tutto innocente, la sua tavola a quattro ruote? L’episodio avrebbe dell’assurdo se non fosse che, ieri pomeriggio, tanti testimoni hanno assistito al fatto. E se è vero che, come qualcuno ha riferito, il ragazzo si sia rifiutato di fornire i suoi documenti di fronte alla richiesta dell’agente (opponendo un minimo di resistenza perché certo di non aver commesso alcun reato), ciò non giustificherebbe comunque quanto accaduto.

Che lo skateboard non sia un crimine, come hanno iniziato a rivendicare gli skaters negli anni ‘90, è vero (tant’è che è stato inserito tra le discipline olimpiche in vista dei prossimi giochi). Ma fino ad un certo punto. Perché il nostro codice della strada, all’articolo 190, vieta “la circolazione mediante tavole, pattini o altri acceleratori di andatura sulla carreggiata delle strade” e “ sugli spazi riservati ai pedoni”, che possano “creare situazioni di pericolo per gli altri utenti”. La violazione dell’articolo, però, pur prevedendo una sanzione minima che può variare da 25 a 99 euro, non contempla nessun caso in cui sia lecito ammanettare, e condurre dritto in macchina, chiunque non ottemperi a questa disposizione.

Se tutta questa storia, così come raccontata, fosse vera, potrebbe sollevare qualche dubbio sul comportamento dell’agente, forse fin troppo ligio al suo dovere di paladino della giustizia. Specie nei confronti di un giovane che, in tempi in cui gli illeciti penali commessi da baby criminali hanno subito un’impennata, avrebbe potuto dare il buon esempio solo per il fatto di trascorrere un pomeriggio all’aria aperta praticando il suo sport preferito. Privato della sua libertà personale e danneggiato nella dignità di cittadino. Ora, se volete sanzionare, ma con una multa sia chiaro, un giovane perché fa skate in una piazza (dove non dovrebbe), fatelo pure. Ma abbiate, quantomeno, la decenza di affrettarvi a trovare uno spazio per i nostri skaters. Questa, però, è un’altra storia.

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