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Portoferraio, primarie in casa centrodestra? Ma non tutti sono d’accordo

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Per decidere, si sono dati 48 ore di tempo, ancora. Dopodiché, i coordinatori provinciali di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega incoroneranno il candidato che guiderà lo schieramento del centrodestra nella prossima tornata elettorale. Sostanzialmente, questo è il risultato dell’ennesimo tavolo tra i rappresentanti dei tre partiti e i quattro possibili candidati a sindaco di Portoferraio nell’area moderata (Mario Ferrari, Luigi Lanera, Roberto Marini e Simone Meloni).

Intanto, in attesa che i tre coordinatori provinciali si pronuncino sul nome del candidato sindaco per uscire dall’impasse, spunta l’ipotesi primarie. Soluzione che la Lega non disdegnerebbe. Specie alla luce di un mancato accordo tra i quattro (auto)candidati a sindaco del capoluogo elbano. Ma che, a dir la verità, sarebbe una possibilità piuttosto remota, considerato che mancano ormai pochissimi giorni allo scadere del termine ultimo per presentare le liste (la data dovrebbe essere quella del 26 aprile). Proprio su questo punto insiste Luigi Lanera: “Non c’è più tempo. Io non sono d’accordo”. Gli fa eco il primo cittadino uscente Mario Ferrari: “Le primarie lasciano il tempo che trovano. E poi, certi soggetti che non hanno mai rispettato le regole, a quel punto osserverebbero l’indicazione dei cittadini?”. Meno perentorio Simone Meloni che rivendica di essere stato il primo a lanciare la proposta: “Andrebbe valutata tra tutti i candidati. Certo è che parlare di primarie il 2 di aprile mi fa anche un po’ sorridere. Ma non mi tirerei indietro. Non ho paura della consultazione popolare”. La pensa così anche Roberto Marini: “Il dovere di tutti è lavorare per raggiungere un accordo ampio basato su competenza, esperienza e volontà di trovare un’alleanza. Come estrema ratio, vedrei anche l’idea delle primarie”.

A prescindere dai tempi tecnici che rischiano, dunque, di affossare la consultazione popolare per la scelta del candidato sindaco, le primarie potrebbero rappresentare davvero l’ultima chance per un centrodestra che richiama alla compattezza, per non rischiare di dover consegnare le chiavi della Biscotteria nelle mani dell’opposizione. Anche perché, il nome di Angelo Zini fa paura. A detta dei bene informati, l’ex assessore e vicesindaco nelle amministrazioni Peria sarebbe il candidato peggiore per la coalizione di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega.

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