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Il presidente dell’Associazione Albergatori elbani Massimo De Ferrari

La stagione sta per iniziare. Alla luce del recente accordo con Moby e Toremar, siamo andati a parlare con il presidente dell’Associazione Albergatori elbani Massimo De Ferrari per chiedere quale sarà il nuovo approccio per favorire l’afflusso di turisti che, si spera, inizierà a convogliare verso l’Isola.

Lui è stato sincero. E ha confermato che è un momento difficile per il turismo, all’Elba, come in tutta Italia. Siamo in una fase di transizione. Ma, è il momento di collaborare, mettendo da parte inutili personalismi.

De Ferrari, com’è la situazione?

«Alcuni indicatori non sono positivi. Alcune mete, come l’Egitto e la Turchia, una volta cessato l’allarme causato dagli attentati terroristici, sono tornate in voga. Quindi la concorrenza è aumentata. A questo va sommato il fatto che la crisi economica si fa ancora sentire e che la continuità aerea non è stata ancora ristabilita. In più la sterlina è crollata a causa dell’incertezza creata dalla Brexit e i turisti inglesi sono di fatto spariti. Insomma, non è facile. Ma proprio per questo dobbiamo intensificare gli sforzi nella promozione turistica e offrire il “prodotto Elba” nel modo migliore. Lavorando tutti insieme. E l’accordo con i traghetti è un primo passo in questo senso».

Come hanno preso l’accordo gli associati azionisti di BluNavy?

«Qualcuno ha brontolato. Tuttavia credo che il compito di chi presiede sia guardare al futuro con lungimiranza. Mi sono reso conto che la mancanza di dialogo ostacolava lo sviluppo dell’Isola. I miei soci sono intelligenti. Tutto è stato superato. Anzi, credo che l’accordo abbia stimolato il mercato».

A giorni inizierà la stagione. Quali sono le prospettive?

«Al momento il numero delle prenotazioni è pressoché uguale a quello dello scorso anno. Stesso discorso per i contatti sui siti di prenotazione online e per i sondaggi con i tour operator. Quindi quantomeno la situazione non è peggiorata. I campeggi e i villaggi turistici sono preferiti ai residence. Ma in assoluto la preferenza ricade sui bed&breakfast. Si tende a cercare l’all inclusive. Per questo confermo che l’accordo tra albergatori e traghetti è stata una mossa intelligente».

L’Elba è sempre stata una meta d’élite. Abbassare i prezzi per attirare turisti è una sconfitta?

«Dobbiamo sfatare il mito che l’Elba sia una destinazione costosa. Non è popolare, certo. Diciamo che si colloca in una fascia di prezzo medio-alta. Ma se vogliamo attrarre turisti dobbiamo migliorare l’offerta. Perché, con la concorrenza che c’è al momento, a fare la differenza è la qualità dei servizi. Trasporti, ristorazione, commercio, tempo libero. E così via. Bisogna investire. Rinnovare, sia le strutture sia la mentalità. E scardinare certi meccanismi farraginosi che bloccano lo sviluppo dei progetti. Penso all’Acquapark, al campo da golf, alle terme. Alle miniere».

Nonostante il periodo non facile, dunque, resta ottimista.

«Il 18 aprile l’Elba aprirà la stagione e tutto lascia presagire che andrà bene. Durante il ponte sarà aperto circa il 60% delle strutture alberghiere, per un totale di 7-8mila posti letto. I dati di aprile saranno sicuramente positivi. Maggio, invece, sarà un mese difficile. Per questo in quel periodo bisognerebbe organizzare più manifestazioni. Soprattutto eventi sportivi. Sarà uno dei prossimi obiettivi da raggiungere tutti insieme. Quest’anno, comunque, avremo i “Giochi delle Isole” e gli albergatori hanno già dato la massima disponibilità. Anche giugno si prospetta bene, con l’arrivo dei tedeschi e degli italiani».

E dopo l’estate?

«Il 3-4-5 ottobre ci sarà, per la prima volta all’Elba, la Borsa del Turismo Sportivo. Lì dovremo esser bravi a dimostrare che possiamo essere competitivi. Per questo mi aspetto che “faremo sistema” per promuovere lo sport, dalla canoa alla mountain bike, come volàno per il turismo elbano. Soprattutto in bassa stagione. Collaborare porta solo vantaggi».

 

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