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Sono passati esattamente tredici anni dalla prima volta in cui l’Isola d’Elba ha esordito ai Giochi delle Isole. Era il 2006. La Sicilia, che attualmente detiene il maggior numero di medaglie d’oro nel proprio palmares, ospitava il torneo internazionale promosso dal Coji.

Claudio Bianchi, fiduciario del Coni per l’Elba e la Val di Cornia, quell’edizione la ricorda ancora come se fosse ieri. Così come tutte le altre. Compresa quella del 2015. L’ultima per i piccoli atleti elbani. Fino a rientrare, poi, lo scorso anno grazie allo sponsor unico Toremar e al contributo dei genitori. «Senza di loro non ce l’avremmo mai fatta. Quest’anno, però, le cose devono andare in maniera diversa. Ecco perché ci siamo già rivolti alle amministrazioni elbane».

Quindi quest’anno le famiglie non dovranno mettersi le mani in tasca?

«L’obiettivo è questo. Stiamo portando avanti un tavolo con i Comuni per capire che tipo di risorse potranno metterci a disposizione e, soprattutto, quali sono i tempi di erogazione. Ma non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che, quest’anno, parteciperanno economicamente».

Intanto il braccio di ferro più importante è quello vinto con il Coji.

«Ci siamo riusciti. Tutti. Dopo mesi di contatti frequenti, abbiamo ottenuto questo risultato frutto di un grande impegno. E poi, lasciamelo dire, è una svolta. Non solo per l’Elba, ma soprattutto per il futuro di questa manifestazione».

Cosa vuole dire con questo? «L’accordo tra il Comitato organizzatore locale, di cui io sono presidente, e il Coji è il preludio di un modo del tutto nuovo di organizzare la manifestazione. Mi spiego: fino allo scorso anno la parte economica era a carico del soggetto che organizza materialmente i Giochi. Quest’anno, invece, c’è un intervento diretto del Coji. Il progetto è stato ristrutturato. E l’Elba, in questo, può essere un esempio per le prossime edizioni».

L’accordo con il Coji prevede che l’Elba metta a disposizione, gratuitamente, tutti gli impianti per le gare. Quali saranno?

«Sicuramente sfrutteremo tutte le strutture di Portoferraio per le gare di atletica leggera, basket, rugby, tennis, volley. E per il calcio, insieme a Marciana Marina e Porto Azzurro. Sempre a Porto Azzurro si disputeranno le gare di ginnastica artistica. La palestra di Pomonte verrà utilizzata per il karate e il judo. Rio ospiterà la vela. Capoliveri il tennis da tavolo. Marciana Marina la scherma».

Quindi tutta l’Elba vivrà i Giochi delle Isole…

«è lo spirito secondo il quale ci siamo mossi. Puntiamo ad un diffusione sul territorio che sia la più equa possibile. Tutta l’Elba deve poter abbracciare i Giochi. E poi, l’isola si presta ad ospitare un evento sportivo del genere. E credo che questa manifestazione possa essere un bel banco di prova per capire se il territorio ha le potenzialità per lavorare su questo tipo di progetti».

Tornando agli impianti, sono all’altezza della manifestazione?

«Stiamo facendo proprio in questi giorni i sopralluoghi nei vari comuni per capire se mancano delle attrezzature. Le chiederemo, eventualmente, alle federazioni sportive di riferimento».

Parliamo degli ospiti. Avete già pensato ai testimonial?

«Un nome potrebbe essere quello di Andrea Zorzi – pallavolista, due volte campione del mondo – che, tra l’altro, è un assiduo frequentatore dell’Elba. Ma ci piacerebbe coinvolgere anche Gabriele Detti – campione mondiale in carica degli 800 stile libero – e Francesco Costa».

 

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