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portoferraio, porti

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Duilio Sanguinetti sulla situazione che si sta vivendo a Portoferraio.

“Che succede a Portoferraio? Da quando Mario Ferrari ha cominciato con il suo “regolamento di conti” interno a fare pulizia dentro alla sua ormai ex amministrazione comunale piena di fuggiaschi alla ricerca di gloria, di candidature, di poltrone e di benedizioni improbabili dei partiti, forse qualcosa si comincia a capire.Chi ha paura di Mario Ferrari? In tanti, perché il sindaco ormai uscente di cose da raccontare sui rapporti con i suoi colleghi ne ha tante. Ma, al di là dei fatti e dei tradimenti accaduti in questi cinque anni (ma forse sarebbe meglio parlare di strumentalizzazioni, perché Ferrari è stato usato più spesso che tradito) non ci sono solo le vicende interne, ma anche il futuro. Ferrari, ex dirigente di Comunità Montana e Unione di Comuni, è uscito bene da trent’anni di carriera dove le “mareggiate” non sono mancate e si sono portate via tanta gente. Una per tutte, quella di Montecarlo all’inizio degli anni 2000. Ferrari è un personaggio scomodo, perché è capace di dire “no” anche agli amici. Perché tanta gente è uscita dalla sua amministrazione? Facile, perché non ha ottenuto quello che voleva, statene certi. E ora Ferrari fa paura anche ai fuoriusciti legati a doppio filo alle vicende interne della Biscotteria che stanno pian piano arrivando alla soluzione.

Ora Ferrari chiama un assessore esterno, Claudio De Santi, per chiudere al meglio il mandato, e scoppia il finimondo. “Scandalo, non si rispettano le quote rosa!” Ma non ci sembra che il defenestrato dal sindaco portasse la gonna… Ok, c’è una legge e va rispettata, ma allora perché non lo fa anche Barbetti? Comunque, al di là di questo che è un falso problema, e che sarà risolto dai funzionari come è già accaduto al momento delle dimissioni di Adonella Anselmi, la sostanza è un’altra: chi ha paura di Claudio De Santi?

E anche in questo caso la risposta è facile: l’ex sindaco di Rio Elba fa paura perché è uno capace di risolvere problemi, un imprenditore prestato alla politica (non per niente sulla scoperta dell’acqua termale a Cavo c’è la sua firma), ma a cui la politica piace e la sa fare, nel senso nobile della parola. Non si dimentichi quanto ha fatto a Rio Elba, strappando l’ultimo baluardo rosso alla sinistra mai sconfitta da quelle parti. E non si dimentichi quanto ha scoperto di losco (lo dice anche la Corte dei Conti con le sue sentenze) nei bilanci riesi. Una partita ancora aperta. A chi fa paura De Santi? Altro che quote rosa… se Ferrari, stufo delle indecisioni della politica, decidesse di mandare a quel paese tutto e tutti e ritirarsi a godere la pensione, De Santi sarebbe il sindaco ideale per Portoferraio. Imprenditore ma anche amministratore, politico ma anche normalizzatore, come servirebbe a una città come Portoferraio. E per questo fa paura a quelli che fanno fughe in avanti senza niente alle spalle contando solo su facebook , a quelli che si autocandidano ritenendosi gli unici ad essere capaci di fare qualcosa di buono ma che possono tranquillamente essere surrogati in pochi giorni, però non si rassegnano a mollare l’osso. Non serve fare nomi dei nuovi e vecchi pretendenti. Si capisce di chi parliamo. De Santi non farebbe paura, invece, a chi vuole investire su Portoferraio, in fiducia e in progetti per veder rinascere questa Città. E potrebbe anche mettere d’accordo la politica regionale. Se Ferrari si ricandida questa gente va a casa, e magari torna la sinistra, perché intorno al sindaco uscente, purtroppo per lui, si è creato un clima neanche troppo velato di malcontento. Ma se il candidato della destra unita fosse De Santi metterebbe tutti d’accordo, e ci sarebbe la fila per montare a bordo di una squadra che potrebbe finalmente lavorare per Portoferraio, dopo che Ferrari finisca di fare pulizia meritandosi un’uscita da vincitore con l’onore delle armi. A questo punto, dunque, le forze politiche non devono sbagliare cavallo, anzi sarà bene che sentano gli umori cittadini prima di commettere errori irreparabili.

De Santi ci sa andare. Ha guidato una 500 come Rio vincendo un monte di prove speciali, dategli una Ferrari (non ce ne voglia, sindaco) come Portoferraio e vincerà il gran premio, riportandola agli splendori di Cosimo, fiorentino anche lui. Preoccupati? “.

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