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In Italia, è molto difficile amministrare un condominio, figuriamoci un’isola. Pur comprendendo l’entusiasmo per un risultato tanto atteso, direi che si è raggiunto il minimo. Meravigliarsi del fatto che si collabori tra le componenti turistiche è come rimanere stupiti che a Natale arrivi Gesù Bambino. La collaborazione tra gli attori è la conditio sine qua non di ogni comparto, figuriamoci di quello turistico dove il cliente percepisce le animosità del territorio.  Questo è il primo passo di un processo che finalmente sembra partire. Però nessuno si aspetti impennate improvvise delle vendite, perché c’è molto da fare ancora.

Il turismo è come la moda: identificati i mercati-obiettivo, le offerte per questa primavera dovevano essere già presentate a operatori e stampa un anno fa. Oggi bisognerebbe programmare la primavera 2020, con interventi strutturali, prodotti turistici, candidature per eventi, offerte che vadano a toccare tutto l’anno. E poi fiere, workshop, campagne media e social, educational per operatori e stampa, mantenimento della branding image. Se ci sono ancora problemi di riempimento turistico significa che le cose non sono state fatte o che vanno fatte diversamente. La sfida attuale, ma anche futura, sarà governare un sistema complesso di offerta e un mercato sempre più dinamico e in rapida evoluzione, sia in termini di domanda che di gestione durevole del territorio, un orientamento più forte verso la tematizzazione, le filiere di prodotto, una maggiore ricerca di attività esperienziali e un forte aumento delle modalità di accesso ai servizi online. Per fare questo, è necessaria una strategia complessiva e un conseguente action plan per i prossimi 10 anni.

La carenza di approccio strategico si manifesta nell’evidenza che anni fa il turista continuava ad arrivare comunque, anche in assenza di interventi ben congegnati. Già da alcuni anni sono cambiate le “regole del gioco”; è vero che continua a crescere la domanda internazionale ma la concorrenza cresce ancor più rapidamente. Oggi si resta competitivi sul mercato turistico mettendo al centro degli interventi la strategia come processo programmatico “di quadro” a tutte le iniziative, sia di sviluppo del prodotto che di promo-commercializzazione, senza la quale le diverse azioni hanno un’efficacia e un’incisività ridotta.

La strategia per lo sviluppo dell’Elba dovrà consistere nell’elaborazione di un “sistema qualità integrale” che dovrà essere gestito e incentivato attraverso varie azioni tra loro sinergiche, tra cui la rivisitazione della filosofia di Governance capace di progettare, coordinare e gestire gli interventi, la gestione condivisa delle scelte e delle offerte, l’incentivazione di uno sviluppo imprenditoriale culturalmente orientato alla qualità del servizio, la promozione di un’offerta turistica integrata; non ci sono destinazioni  che non si possano vendere e la crisi del turismo di fatto non esiste; esiste piuttosto la crisi di prodotti gestiti e venduti in maniera “obsoleta”, incapaci di dare risposte alle esigenze del mercato.

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Francesco Comotti da quasi 30 anni opera a livello internazionale in campo turistico, in particolare sulle strategie per il turismo incoming. Nel suo curriculum spiccano esperienze di direzione a Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Aspen, Costa Azzurra e Saint Vincent.

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