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Nel novembre 2013, quando si è votato per eleggere gli organismi del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, l’affluenza alle urne è stata di poco sotto il 2%. Bassissima, considerando che gli aventi diritto al voto sono più di 200mila abitanti.

Per intenderci, tutti i proprietari di immobili o terreni che insistono in un’area di oltre 260mila ettari di superficie e che ogni anno versano una quota ponderata al valore del bene che posseggono. Parliamo di un totale di 48 comuni, su cui il Consorzio ha competenza, tra Livorno, Grosseto, Pisa e Siena. Dal 2 al 6 aprile si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei membri dell’assemblea e del presidente.

Il bilancio del primo mandato all’Elba. Stefano Rebua, membro dell’assemblea del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, ne è certo: «In questi anni la nostra isola è cambiata. L’opera dell’ente è visibile agli occhi di tutti». è bene ricordare, innanzitutto, che non tutti i fossi presenti sull’isola sono di competenza del Consorzio. Ma «soltanto quelli di categoria 3 segnalati dalla Regione con decreto». Parliamo di diverse centinaia di km di lunghezza. Sui quali il Consorzio, almeno due volte all’anno nei centri abitati, ha portato avanti un lavoro di manutenzione ordinaria e pulizia. All’Elba sono quattro gli operai in servizio e due dipendenti per i servizi al pubblico. Il Consorzio, poi, ha effettuato diversi interventi straordinari. Ad ogni modo, in questi anni, racconta Stefano Rebua, «abbiamo lavorato per ripristinare la livelletta del corso del fosso del Bovalico a Campo. Qui, la sabbia blocca, facilmente, il deflusso delle acque, essendo Campo esposta a forte vento e mare grosso. L’insabbiamento è stato uno dei fenomeni concorrenti a causare l’allagamento del centro storico nel 2011. Inoltre, sono in corso le progettazioni per rendere cantierabili gli interventi per i fossi di Mola e quello di Riale nel Comune di Capoliveri e Rio. Abbiamo in corso la progettazione delle sponde del fosso a Pomonte. A Portoferraio il Consorzio ha realizzato una scogliera di difesa per ridurre i fenomeni erosivi del fosso Rio San Martino. Infine, per l’ampliamento della pista dell’aeroporto, stiamo progettando l’intervento per lo spostamento del corso d’acqua e per la sua messa in sicurezza».

Le criticità elbane. Tra le zone più a rischio c’è certamente Campo con i suoi corsi d’acqua. Anche perché la baia è esposta a venti di scirocco e soggetta ad un insabbiamento naturale che impedisce alle acque di sfociare in maniera regolare. Ma il monitoraggio costante del Consorzio di Bonifica 5 riguarda anche i fossi di Riale, quello della Madonnina a Portoferraio, il fosso del Botro a Porto Azzurro nonché tutti i corsi d’acqua che scorrono in ambito urbano. E a preoccupare maggiormente è il problema dei tombamenti, ovvero la riduzione della sezione di deflusso. Due anni fa sono stati mappati per permettere al Consorzio di avere un quadro conoscitivo delle criticità sui corsi d’acqua in gestione. Il fosso tombato viene giù dal campo sportivo, attraversa la strada provinciale e sfocia in mare. Nel 2011 il corso d’acqua si è riempito a tal punto da esondare e allagare via d’Alarcon in pieno centro. Eppure di tombamenti, sull’isola d’Elba, ce ne sono diversi nei vari Comuni, tra cui Marciana Marina, Portoferraio e Campo nell’Elba per circa 5 km complessivi.

Il progetto pilota. Proprio il Comune di Campo, tra l’altro, è stato coinvolto in un progetto pilota internazionale, insieme ad altri partner, per riportare alla luce il fosso della Segagnana. Un intervento, che potrebbe essere replicato anche per altri corsi d’acqua, e che ridurrebbe il rischio di esondazione oltre a facilitare la manutenzione del fosso. Tuttavia, il Consorzio si trova a dover fare i conti con non poche problematiche. In precedenza l’intervento era previsto sul corso d’acqua Gorgolinato, ma la mancanza di una viabilità alternativa che possa permettere ai cittadini di accedere alla zona artigianale, dove scorre quel corso non ha consentito il proseguo della progettazione.

 

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