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E’ stato il primo a presentare la candidatura a sindaco di Portoferraio. Ed ora, mentre tutti gli altri aspiranti di centrodestra e centrosinistra si perdono nella ricerca di nomi “forti” per le liste, è di nuovo il primo a presentare un programma elettorale concreto. Lui, Luigi Lanera, 59 anni, imprenditore, è il fiduciario di Giorgia Meloni e Giovanni Donzelli per l’Isola d’Elba, oltre che membro della direzione di Fratelli d’Italia con la responsabilità nazionale delle politiche della Navigazione e delle aree portuali. Lanera ha molti pochi peli sulla lingua e non sembra intenzionato a rinunciare al ruolo di “guastafeste” all’interno dello schieramento vincitore alle elezioni del 2014. “Sì, vorrei proprio riuscire a fare il sindaco – dice risoluto – ma siccome la cosa più importante è che Portoferraio non torni in mano alla sinistra, sono pronto a fare anche un passo indietro. Ma solo di fronte a una candidatura nuova, “super partes”, capace di amalgamare tutte le anime del centrodestra. Per ora, però, non c’è nessuno con queste caratteristiche all’orizzonte. Anzi – sottolinea – vedo solo i soliti giochetti di chi cerca di accaparrarsi i consensi delle potenti lobby – imprenditorial-massoniche – che hanno condizionato e continuano a condizionare le politiche in quest’isola meravigliosa”.

Quali sono i punti fondamentali del suo programma elettorale? Intanto, sarà mia intenzione dare la possibilità a chiunque abbia una casa indipendente di poter consentire un ampliamento fino a 140 metri quadrati dell’immobile o un permesso a costruire. In primis, per permettere ad una famiglia numerosa di avere una struttura idonea a garantire la giusta accoglienza.

Che idee ha sul turismo? Io credo che i beni storici di Portoferraio debbano essere resi fruibili 365 giorni all’anno e messi a reddito. Con questo voglio dire che, per rilanciare il capoluogo elbano, è necessario affidare le fortezze in gestione a cooperative o giovani. Non mi dispiacerebbe vedere sul Forte Falcone un ristorante rinascimentale, con un menu ad hoc e camerieri in costume d’epoca. Naturalmente, l’offerta deve prevedere piatti preparati con prodotti tipici locali. Ritengo che le produzioni elbani siano di supporto all’immagine turistica della nostra isola.

Lei ha criticato diverse volte l’amministrazione uscente. Dove crede che abbia sbagliato? La maggioranza guidata da Ferrari ha fallito. Siamo arrivati al punto più basso che si poteva toccare. E lo dimostra il fatto che un consigliere comunale, di sua iniziativa, vada a tappare le buche. Ecco, in questo sono pronto a dire che la mia amministrazione non mancherà al suo impegno civico.

Può già darci qualche nome che comporrà la sua lista? Lasciatemi mantenere ancora il riserbo per evitare di “bruciare” degli amici, sottoponendoli magari al linciaggio dei soliti noti. Posso dire che in squadra ci saranno uomini esperti nei settori che gli saranno affidati. Tecnici, ecco, con delle competenze specifiche. Non ha senso, secondo me, mettere al demanio e alla portualità uno che non si è mai occupato di questi aspetti

A proposito di porti, è sempre dell’idea che la zona dell’ex cantierino (tra il Molo 1 e l’Esaom) debba essere adibita a piazzali di imbarco? Certo, sono favorevole allo sviluppo della portualità diportistica.

E la proposta di legge sull’Elba zona franca? E’ stata presentata e ora va ridiscussa. La porterò avanti. Vede, il solo fatto di essere un referente nazionale mi consente di poter alzare il telefono e avere un contatto diretto con il Palazzo. Voglio che Portoferraio diventi una città ricca, in grado di generare benessere per tutti i cittadini.

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