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Miguel Moutoy ospite in tv a “Portobello”

Belga di nascita, Miguel Moutoy si era trasferito sull’Isola d’Elba nel 1996. Il motivo? Voleva provare, almeno in parte, l’esperienza del suo beniamino, Napoleone Bonaparte, mandato qui in esilio.

Una passione, quella per l’imperatore francese, trasmessagli da suo padre: fu lui, infatti, a regalargli un libro, da bambino, che lo colpì dritto al cuore. Si intitolava “Le memorie del sergente Bourgogne”, un fuciliere-granatiere appartenente alla Guardia imperiale napoleonica.

Da allora, ha passato la vita a raccogliere libri, cimeli storici, abiti, armi, stampe, dipinti e tutto ciò che, direttamente o indirettamente, ha avuto a che fare con l’Imperatore.  Qualche mese fa era stato ospite di Antonella Clerici a “Portobello” indossando gli abiti del generale Bertrand, fedelissimo di Bonaparte. «Sono troppo alto per mettermi in quelli di Napoleone» scherzava.

Il suo sogno più grande? Creare un museo all’Elba per mostrare al mondo i suoi “tesori” collezionati in oltre cinquant’anni. Magari a Campo nell’Elba, dove viveva con la moglie Colette che, con lui, condivideva la passione per le rievocazioni storiche. O anche a Portoferraio. Oppure a Pianosa. L’importante era che tutti gli appassionati di storia napoleonica – elbani e turisti – potessero goderne.

Se n’è andato Miguel Moutoy. Lasciando tutti sbigottiti. Ma la sua eredità non può e non deve andare persa. Lui stesso aveva cercato di coinvolgere i sindaci nel progetto di realizzare il “suo” museo, ma alla fine si era lasciato scoraggiare dalla troppa burocrazia.

«Sono stato a Pianosa – raccontò tempo fa in un’intervista a “Il Tirreno” – Ho visitato diversi siti, fra questi anche i locali dell’ex scuola elementare. Ma credo che il posto migliore, considerata anche la sua posizione e il periodo in cui è stata realizzata, sia la Casa dell’agronomo, abbastanza centrale e molto facile da raggiungere».

Miguel non c’è più. Ma il suo sogno ora dovrebbe diventare nostro.

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