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Intesa tra Moby, Toremar e Albergatori: Fondazione Elba fa la snob

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L’accordo tra Moby, Toremar e l’Associazione Albergatori Elbani (qui) è stato accolto con soddisfazione unanime. Qualcuno l’ha addirittura definito “epocale”.  Sì, insomma: ha messo d’accordo tutti. Da destra a sinistra.

È riuscito persino a ringalluzzire il presidente Massimo De Ferrari che ora si sfrega le mani all’idea che l’intesa possa pungolare la voglia di competizione delle altre compagnie di navigazione. Ma sempre per il bene dell’Elba, s’intende.

Questo clima di concitazione, insomma, ha avuto il merito di svegliare molti dal letargo. è stata espressa – quantomeno a parole – la volontà di sedersi ai tavoli di concertazione e inventarsi nuove situazioni che possano far risalire la china al nostro comparto turistico e riportarlo agli antichi splendori.

In mezzo a questo rumore di cervelli in fermento il silenzio della Fondazione Elba (e quanto rappresenta dal punto di vista imprenditoriale) è imbarazzante.  Giusto due righe a fine gennaio, in cui proponeva lo studio di tariffe agevolate dei trasporti per aumentare la presenza di turisti all’Elba “fuori stagione”. Ma dopo l’accordo tra Moby, Toremar e gli Albergatori nessun commento, né positivo né negativo.

È passato quasi un anno da quando, proprio dalle pagine del Corriere Elbano, le chiedevamo di battere un colpo per dimostrare di essere ancora al mondo. E qualche tempo dopo la risposta era arrivata: la Fondazione Elba c’era. E lo aveva dimostrato rilanciando l’idea – bocciata col referendum qualche anno prima – di istituire un comune unico (e quindi più forte) per tutta l’isola. Una proposta coraggiosa e sacrosanta, se si vuole contare qualcosa in Regione e nei ministeri. E, soprattutto, se si vogliono superare le rivendicazioni campanilistiche dei comuni, i battibecchi e i reciproci dispetti tra i sindaci che hanno paralizzato lo sviluppo dello Scoglio.

Quindi? E quindi niente. Allora come adesso. Si era parlato di “valorizzazione del territorio… il bene comune… il benessere”. Dove sono finite tutte le belle parole dei comunicati stampa? Perse nel vento.

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