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Gentile direttore,

in un gruppo privato su Facebook di Marciana Marina il signor Gian Maria Rossetti si permette di scrivere che “l’omertà di questa isola non è seconda a nessuno”, a mio avviso un giudizio ingeneroso sui cittadini Elbani seguito da allusive generalizzazioni sulla presunta (tutta da dimostrare) tendenza degli stessi a ricercare e scambiarsi “favori” tra di loro.

Allusioni che non rendono certo bella l’immagine degli Elbani delle ultime generazioni visti come ignavi, sottomessi e furbastri. Ciò mi indigna e mi chiedo: ma come fa questo signore a sparare queste sentenze dopo nemmeno un anno sull’isola senza peraltro ricoprire importanti ruoli dirigenziali, se non nel comune più piccolo della Toscana? 

Sinceramente non ho parole. Vi scrivo questa mail a puro titolo informativo, dal momento che spesso vi siete occupati del signore in questione nei vostri pungenti articoli, severi ma giusti, a mio modo di vedere.

Cordiali saluti

M.

***

Gentile lettrice,

l’ormai ex sceriffo di Marciana Marina non si smentisce mai. Come ha ricordato bene lei, Rossetti è una nostra vecchia conoscenza: è stato proprio il Corriere Elbano, lo scorso agosto, a riportare le due vicende che lo hanno visto protagonista: la prima, è stata una lite con un ottantenne al quale il nostro “eroe” ha impedito di accompagnare a casa la moglie invalida con l’auto. Il motivo? Un temporaneo divieto di transito proprio nella via in cui i due anziani abitano. Una vicenda vergognosa nella quale Rossetti ha dimostrato di essere sì ligio al dovere, abdicando però al buonsenso e all’umana comprensione. Questa brutta storia era stata denunciata anche dal produttore televisivo e cinematografico Carlo Degli Esposti, spesso a Marciana Marina per le riprese dei “Delitti del BarLume”.

La seconda vicenda, invece, riguardava un diverbio con una coppia di villeggianti per una multa dovuta all’accesso in auto all’interno della ZTL. In entrambi i casi l’ex ispettore si è dissociato, dando la “sua” versione dei fatti. Mostrandosi uomo di legge che non si piega dinnanzi a nessuno. Quand’anche fosse un’anziana invalida. Un duro e puro, insomma. Che può dunque permettersi di dare degli omertosi agli elbani, con nonchalance. Forte del suo curriculum immacolato.

A tal proposito, però, dovrebbe far sparire dal web (o quantomeno invocare il diritto all’oblio) la notizia dell’accusa nel 2009 di peculato, falso e minacce a pubblico ufficiale: secondo gli inquirenti avrebbe tenuto per sé della merce sequestrata a un venditore ambulante e avrebbe poi proposto ad una collega di dividere il bottino. Al rifiuto della donna, l’agente l’avrebbe minacciata: «Signorina guarda che io non sono tanto a posto. Stai molto attenta». Ma sicuramente non si tratta di lui. Non è nel suo stile, no?

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