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“Le due parti dell’Isola d’Elba che appartenevano al Granduca di Toscana e al re di Napoli appartengono oggi alla Repubblica(1), è questione di prenderne possesso al più presto” scriveva Napoleone al Generale Berthier, Ministro della Guerra, il 5 aprile 1801 dimostrando quanto fosse ossessivo il suo interesse per l’Elba.

Ora, però, bisognava mandare qualcuno ad amministrare quel piccolo pezzo di Francia; il cittadino Pierre Joseph Briot, un personaggio capace ma scomodo, giacobino e ardente repubblicano, sarebbe stato sicuramente il candidato ideale per quel ruolo.

L’avvocato Briot aveva infatti qualche scheletro nell’armadio: era stato uno di quei Deputati che al Consiglio dei Cinquecento si erano mostrati ostili a Napoleone e aveva rischiato di essere deportato in Guyana. Solo l’intervento dell’amico Luciano, fratello dello stesso Napoleone, lo aveva salvato dalla deportazione. L’incarico di Commissario all’Isola d’Elba era perciò solo un diplomatico esilio; Briot lo sapeva benissimo e proprio per questo aveva cercato di ritardare più possibile, ma inutilmente, la partenza per quel luogo tanto lontano da Parigi.

Giunse all’Elba solo alla fine di marzo del 1802, proprio il giorno dopo la firma del trattato di Amiens; dovette sbarcare a Longone visto che Portoferraio era ancora occupata. I suoi compiti sarebbero stati molto limitati, fungere da osservatore e relazionare a Parigi ogni dieci giorni sulla controversa situazione locale. Era però un uomo attento e responsabile, abituato ad applicarsi con il massimo impegno e non si sarebbe certo lasciato scoraggiare dalle difficoltà che inevitabilmente avrebbe incontrato.

L’isola mostrò immediatamente le sue disastrose condizioni: collegamenti interni consistenti quasi unicamente in mulattiere, giustizia mal amministrata, istruzione carente, agricoltura praticata in modo rudimentale e terreni coltivabili quasi tutti in stato di completo abbandono. L’unica ricchezza poteva essere rappresentata dalle miniere di ferro, dalle saline e dalla pesca del tonno se fossero state ben organizzate. L’Elba era un vero disastro!

Quando gli Inglesi abbandonarono Portoferraio era l’11 giugno 1802 e solo allora le truppe francesi poterono finalmente prenderne possesso.

Il mandato di Pierre Joseph Briot fu brevissimo perché del tutto inaspettatamente, a distanza di appena un mese dall’arrivo, il Primo Console aveva già firmato il decreto per la sua destituzione adducendo la futile motivazione della mancata apertura della corrispondenza con Parigi.

Durante il breve periodo in cui rappresentò il Governo Francese e in attesa dell’arrivo del suo successore, Briot riuscì comunque ad impostare egregiamente non solo l’Amministrazione Generale e Municipale, ma anche quella delle miniere di ferro e delle saline. Nominò un Ispettore delle Foreste, un Ispettore del Demanio, Giudici e Cancellieri di Tribunale; rese obbligatorio l’uso della lingua francese e l’applicazione del sistema metrico decimale.

Gli Elbani lo amarono fin dal primo momento, apprezzandolo sia come Governatore che come uomo. Tanto che, quando seppero della destituzione, furono tutti molto amareggiati e tristi. La partita però non era ancora chiusa.

Dopo otto mesi di assenza, il 13 aprile 1803, tornò a rioccupare il suo vecchio posto fra la soddisfazione e la gioia di quanti lo avevano stimato per le sue capacità e le sue doti morali. Il suo mandato, questa volta, durò quattro mesi di più e quando il 16 novembre 1803 dovette lasciare definitivamente l’isola, gli Elbani piansero per la seconda volta la sua perdita.

Per lasciargli un segno tangibile del loro rammarico e della loro gratitudine, gli consegnarono una medaglia d’oro raffigurante due mani che tenevano un nodo con inciso il motto: en s’éloignant elles le resserrent.

Briot, come tanti altri ex-giacobini divenuti funzionari napoleonici, forgiati alla scuola della libertà di pensiero e di coscienza, ha contribuito in maniera incisiva a diffondere nei luoghi dove si è recato le idee innovative e liberali derivanti dalla Rivoluzione; idee che hanno portato, in seguito, al nostro Risorgimento.

***

(1)  La pace di Luneville del 9 febbraio 1801 assegnava la Toscana e l’Elba alla Francia;

Registro Della Corrispondenza Di Napoleone I – Vol 8

Pierre-Joseph Briot, Un Revolutionnaire Franc-Comtois. – Maurice Dayet  Annales Litteraires De l’Universitè De Besançon, Paris 1979

Registre N. 1- Corrispondance 13 Germinal An X – 24 Brumaire An XII – A.S.C.Pf. 

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