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Secondo le accuse, le banchine del porto di Livorno, per la movimentazione delle navi per la Sardegna, la Sicilia, la Tunisia e la Spagna, sarebbero state affidate alla Grimaldi Lines senza rispettare le procedure. Quindi illegalmente.

L’armatore Vincenzo Onorato sono mesi, ormai, che si spertica nel denunciare le scorrettezze nel mondo della navigazione. In particolare nel porto di Livorno. Più volte il patron della Moby aveva sottolineato la necessità di commissariare l’autorità portuale toscana, visto che lasciava fare alla Grimaldi tutto quello che le pareva.

Così spiegava a “Il Tirreno” nel gennaio scorso: «L’Authority, da un lato, chiede a me che ho vinto una gara pubblica sulla privatizzazione della Porto 2000 un impegno da 100 milioni di euro per costruire la nuova stazione passeggeri e, dall’altro, fa costruire a un altro operatore una sua stazioncina sulla sua banchina».

E non era un semplice “sgarbo” dell’Authority a Onorato in favore del suo rivale. «Sgarbo? Io userei una parola più pesante: illegale, punto e basta. Non lo potevano fare e qualcuno gliel’ha fatto fare: altro che sgarbo…» (l’intervista qui)

E ora la conferma alle sue parole è arrivata anche da parte degli inquirenti. Secondo le accuse della Procura e le indagini della Guardia di Finanza, riportate dal Fatto Quotidiano, il porto di Livorno sarebbe stato gestito nella illegalità per parecchi anni, provocando danni milionari per l’erario e interferendo con la libera concorrenza.

Le banchine sarebbero state assegnate – non una ma addirittura 28 volte – con delle autorizzazioni a occuparle in modo temporaneo. Una procedura prevista solo in casi di uso precario e in particolari situazioni contingenti. In questo modo sono state dunque affidate concessioni demaniali “mascherate” da occasionali.

Il gip ha emesso un provvedimento cautelare di interdizione – per 12 mesi – nei confronti di Stefano Corsini (presidente dell’autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale) Massimo Provinciali (segretario generale), Costantino Baldissara (Amministratore delegato della Sintermar S.p.A. e principale referente del gruppo di armatori Grimaldi nel porto di Livorno), Corrado Neri (componente del Cda della Sintermar), Massimiliano Ercoli (amministratore unico della Seatrag autostrade del mare).

Indagati Giuliano Gallanti (presidente dell’autorità portuale di Livorno fino al marzo 2017) e Matteo Paroli (fino all’ottobre 2015 dirigente del settore demanio dell’autorità portuale di Livorno). il ministero dei Trasporti ha disposto l’immediata individuazione di un commissario straordinario.

Magari la prossima volta che Onorato parla, ascoltatelo.

 

 

 

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