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“B&B La Rosa” e “Ristorante L’Ottavo”, piazza Maggiore Gadani, 76, San Piero [Foto Alessandro Mancini]

A San Piero i luoghi e le cose hanno ancora un nome. Un po’ come accade in tutte quelle piccole realtà dove si conservano ancora le abitudini di un tempo. E non è un caso che la pizzeria-ristorante di Giada e Cristian si chiami “L’ottavo”, proprio come il padiglione dell’Ospedale di Livorno che ospita il reparto di Psichiatria. Come a dire che per ‘sopravvivere’ in quel di San Piero, anche in inverno, bisogna essere un po’ matti, ma di quella pazzia buona.

La giovane coppia, che oltre al ristorante gestisce anche il B&B La Rosa, ha deciso, nel tempo, di investire le proprie forze nell’ottica della destagionalizzazione. «A febbraio chiuderemo per qualche settimana di ferie – ci racconta Giada – anche per concedere una giusta pausa ai nostri due dipendenti».

Tutto sommato, la stagione invernale si chiuderà in maniera positiva per Giada e Cristian. «Tra chi viene all’Elba per lavoro e gli amanti del trekking che approfittano di San Piero per concedersi una deviazione dalla GTE, devo dire che siamo riusciti a tenere botta. Faccio una premessa doverosa, la stagione fredda non porta guadagno ma aiuta a stare in equilibrio. Certo, se avessi una struttura più grande, con più dipendenti da dover retribuire, non riuscirei a tenere l’attività aperta tutto l’anno».

Destagionalizzare, insomma, oltre ad essere una scelta quasi obbligata – dovendo fare i conti con procedure burocratiche, normative e spese da sostenere – è soprattutto una grande opportunità di sviluppo per tutta l’isola.

«Noi offriamo due servizi senza troppe pretese, cercando di lavorare sempre nell’interesse del nostro cliente. Ma, è giusto dirlo per fare chiarezza, non possiamo certo andare bene a tutti. Un potenziale ospite alla ricerca di una struttura di un livello un po’ più alto non verrebbe mai sull’isola sapendo di trovare tutto chiuso. Non c’è un negozio aperto, un locale notturno. Ecco, io credo che la concorrenza, quella leale però, possa fare solo bene all’Elba, invogliando più gente a venire qui in bassa stagione. Le cose, qui, cambierebbero solo se aumentasse l’offerta da parte di ristoratori e albergatori».

Di una cosa Giada è certa. «Il lavoro c’è – dice – ma è importante far sapere ai tuoi potenziali clienti che ci sei. Nessuno pensi di poter raccogliere subito i frutti. Se si vuol tenere aperta un’attività tutto l’anno bisogna investire a lungo-medio termine».

E in questi sette anni, Giada e Cristian lo hanno fatto puntando su una gestione decisamente inusuale. «Utilizziamo WhatsApp per parlare con i nostri clienti e prendere anche le prenotazioni – spiega Giada – Cerchiamo di ridurre le distanze con i nostri ospiti e far passare l’amore che noi proviamo per il luogo in cui viviamo. E facendo così abbiamo creato una rete di persone che, tra passaparola e abitudini consolidate, sanno che noi ci siamo sempre».

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