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Da sinistra: Francesco, Victor, Pietro e Costanza

Victor, Pietro, Costanza e Francesco sono quattro studenti dei Licei – classico e scientifico – dell’Istituto Foresi. Hanno già messo in piedi un comitato per promuovere l’iniziativa della consulta giovanile, un vero e proprio organo consultivo che possa rappresentare le istanze dei giovani presenti sul territorio, superando i campanilismi.

Quando Pietro prende la parola per spiegarci, nel merito, quale sarà il ruolo di questa consulta, l’impressione è di trovarsi di fronte ad uno studente forse troppo cresciuto per la sua età.

L’abito non fa mai il monaco, certo. Però sentire un quattordicenne addentrarsi in discorsi di politica nazionale, fino a toccare temi delicati anche per i nostri amministratori, fa capire che, forse, pensare che i giovani siano del tutto disinteressati a ciò che succede nel mondo è solo una falsa convinzione.

Costanza scherza nel dire che «quando Pietro Gentili si presenta nelle classi superiori per parlare della nostra idea, non lo capisce nessuno». Sì, però il suo messaggio è chiarissimo: «Non è vero che noi ragazzi non siamo in grado di avere un nostro pensiero su questioni di interesse pubblico. Il punto è che, molto banalmente, abbiamo bisogno di strumenti concreti per esprimere le nostre opinioni». E quale altro mezzo se non una consulta giovanile, appunto, che sia in grado di interfacciarsi con le amministrazioni comunali su tematiche di interesse giovanile. «Il progetto – spiega Pietro – è partorito dall’osservazione che oggi all’Elba manca l’attenzione nei confronti dei giovani».

Pietro, a che punto è giunto l’iter per la costituzione della consulta?
«Siamo ad una primissima fase. Abbiamo appena avviato una campagna di informazione nei vari istituti dove stiamo raccogliendo tante adesioni. Quanto basta per far capire ai nostri amministratori che c’è una volontà da parte nostra ad andare avanti».

Amministratori che intanto hanno dimostrato attenzione rispetto a quello che state facendo…

«Abbiamo già instaurato un dialogo positivo con Marciana Marina, Campo nell’Elba, Portoferraio e Rio. Ma questo è solo l’inizio».

All’Elba non è mai esistita una vera coscienza giovanile. Perché i giovani sono poco attivi e disinteressati alle scelte politiche?
«Perché hanno paura di esprimere le proprie opinioni, specie di fronte agli atteggiamenti degli adulti da cui spesso sentono ripetersi: “ma cosa ne vuoi sapere tu che sei ancora piccolo?”. Sono proprio frasi come queste che hanno maturato in noi il timore che “tanto nessuno ci ascolta”. Ecco, noi vogliamo scardinare questo sistema e coinvolgere più giovani possibile».

Come pensate di farlo materialmente?
«Stiamo pensando a degli incontri per ascoltare le istanze e le idee di tutti. Vogliamo spiegare che la politica non deve essere qualcosa di lontano da noi. È un bene che appartiene a tutti. Specie a noi, i cittadini del domani. Quello che ci preme dire è che non possiamo pensare di risolvere i problemi che ci riguardano se non partecipando attivamente alla vita pubblica».

Anche se c’è una forte disaffezione alla vita amministrativa?

«Certo. Anzi, il nostro obiettivo è quello di dire che la politica non è nulla di sbagliato o che va contro i principi morali. Vogliamo invertire la tendenza per cui si cerca in tutti i modi di criminalizzarla».

A proposito, la consulta avrà un colore politico?

«Assolutamente no, è apartitica. Non vogliamo schierarci con nessuno».

Per concludere, quali saranno le priorità della consulta giovanile?

«Scuola in primis. Non condividiamo l’attuale metodo di insegnamento. Bisogna fare in modo che le nozioni apprese dagli studenti non siano mnemoniche, ma informazioni vere che possano contribuire alla loro formazione. Poi, il trasporto pubblico su gomma. I prezzi degli abbonamenti degli autobus sono esorbitanti. Infine, ci piacerebbe vivere di più il centro giovani che è stato riaperto, promuovendo iniziative sportive, culturali e a sfondo sociale».

***

Vogliamo partecipare alla vita pubblica

La consulta giovanile è un organo consultivo del Comune, riconosciuto sia dalla normativa europea che da quella italiana, e si confronta con l’amministrazione su questioni che riguardano i giovani. Non ha potere di veto, ma può fornire pareri o analisi sulle politiche giovanili utili al fine di determinare le decisioni che li coinvolgono a livello locale.

Si istituisce attraverso uno statuto che deve essere approvato con voto semplice dal consiglio comunale. Quello a cui pensa Pietro Gentili è una consulta unica per tutti i comuni dell’Elba e che avrebbe un mandato separato rispetto ai consigli comunali.

L’iniziativa è stata già lanciata attraverso un comitato di studenti, una trentina circa. Ma questa è solo una primissima fase. Perché come spiega Pietro, «dopo aver raccolto le adesioni – tra gli studenti di istituti superiori e quelli che frequentano la terza media – promuoveremo vari incontri pubblici in tutti i territori dell’Elba. Seguirà, poi, l’invio di una lettera a tutte le amministrazioni comunali per riunire un tavolo e scrivere lo statuto. Il documento dovrà passare, poi, l’esame del consiglio comunale. Dopo l’approvazione si passerebbe direttamente all’elezione della consulta, che sarà indetta da una commissione composta da un rappresentante per ogni comune».

Sui tempi tecnici di costituzione Pietro prova a fissare una deadline: «Fra un mese e mezzo potremmo invitare i sindaci a scrivere lo statuto. Il nostro obiettivo è di far coincidere la formazione della consulta con l’inizio del nuovo anno scolastico. Magari con elezioni programmate a ottobre».

 

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