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Gentile direttore

nei giorni scorsi ho letto, a metà tra il divertito e lo sconcertato, una serie di articoli su testate locali e addirittura regionali riguardanti la realizzazione di una galleria sotterranea tra Piombino e l’Isola d’Elba. Insomma, un nuovo canale della Manica.

Ammetto che all’inizio pensavo si trattasse di una bufala, una fake news come si dice oggi. Invece ho scoperto che si tratta di una notizia vera. Quantomeno nelle intenzioni dell’architetto pistoiese David Ulivagnoli e di Riccardo Cacelli, direttore della Cacelli & Partner, società di Londra che “sviluppa strategie economiche e investimenti in tutto il mondo”.

Cacelli è originario di Cavo. Ma evidentemente lo smog della City deve avergli annebbiato un po’ la vista e confuso la mente: come può anche solo pensare (ammesso che l’opera sia fattibile e che gliela facciano realizzare davvero) di fare questo orribile torto alla nostra isola?

Certo, i traghetti rappresentano un costo non accessibile a tutti, soprattutto con un’automobile al seguito. Ma alla fine dei conti è proprio questo che ha tutelato l’isola da quelle orde di villeggianti che trasformerebbero le nostre spiagge in veri e propri carnai “Rimini style”.

I costi considerati da molti proibitivi, in qualche modo fungono da freno a un fenomeno che renderebbe il nostro paradiso un inferno di turisti che verrebbero con auto e roulotte stracarichi a intasare le nostre spiagge e appestare la nostra aria.

Ve le immaginate le carovane di auto a Cavo?  Con la nostra viabilità già di per sé ridicola? O l’architetto pensa di mettere un buttafuori per fare una selezione all’ingresso del tunnel?  L’Isola d’Elba non è per tutti. E questo è il suo bello. La sua magia. E, lasciatemelo dire, la sua salvezza.

Spero vivamente che si tratti solo di una trovata bizzarra per far parlare di sé e ottenere un po’ di visibilità. Altrimenti proprio non mi capacito di come sia potuta venire in mente una scelleratezza del genere.

P. T.

***

Gentile lettore,

ho deciso di pubblicare la sua lettera, scelta  tra le decine di mail arrivate in redazione sul medesimo argomento.

Francamente non sono preoccupato da questo annuncio. Al di là che, come lei, penso si sia trattato di una semplice boutade che la stampa ha amplificato, vorrei ricordarle che viviamo in un Paese in cui la costruzione – mille volte annunciata e mai avvenuta – del ponte sullo stretto di Messina ha tenuto banco per decenni.

Ora, io non so quanto dovrebbe venire a costare questa infrastruttura. Ma ritengo che sia più utile investire quei soldi nel completamento dello svincolo che dovrebbe finalmente regolare la via d’accesso alle banchine del porto di Piombino. O magari per ripristinare la continuità aerea. Insomma, progetti concreti. Non fantasticherie.

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