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Mentre milioni di italiani, in questi giorni, sono incollati davanti alla televisione a guardare il Festival di Sanremo, lui è lì, dietro le quinte. Armato di pennelli e palette, con un compito speciale: rendere bellissime le donne – le componenti dell’orchestra, le giornaliste, le blogger e le ospiti speciali – che lavorano alla manifestazione canora più importante d’Italia.

Riccardo Bacigalupi, make up artist per Yves Saint Laurent, è l’orgoglio dell’Elba. Nato “per sbaglio” in Trentino, dove i suoi genitori si trovavano per via del lavoro del padre, finanziere, ben presto è tornato “alla base”, a Portoferraio. Conteso dalle maison più prestigiose nel mondo della bellezza, Riccardo ha fatto sua la massima di Confucio secondo la quale se fai un lavoro che ami, non dovrai lavorare neppure un giorno della tua vita.
Com’è lavorare a Sanremo?
«Yves Saint Laurent, la maison per la quale lavoro, tutti gli anni invia al festival un gruppo selezionato di visagisti multibrand che si occupano della “bellezza” di tutti coloro che lavorano alla kermesse. Quella di quest’anno è la mia settima edizione. L’atmosfera è, come sempre, bellissima».
Nell’era di internet, in cui ci si trucca seguendo i “tutorial” su Youtube, quanto è difficile affermarsi come make up artist e cosa fa la differenza?
«Il trucco è creatività. E i tutorial su internet aiutano a farsi venire delle idee da copiare. Ma un video, dove la blogger trucca o sé stessa o una modella, dà per forza di cose consigli legati alla fisionomia di chi viene truccato in quel momento. E non è detto che coincida con quella di chi guarda. Anche perché un video uguale per tutti non può tenere conto delle specificità di un viso. Il tutorial disegna un quadro: tu ti metti lì davanti e ricopi. Ma non c’è uno scambio con la persona che ti sta truccando. Il visagista, invece, essendo appunto vis-à-vis con la cliente, “crea” il trucco sulla base della fisionomia e del carattere di chi ha di fronte. Che sono unici. Per questo diventa fondamentale rivolgersi a un visagista: parlando con la cliente, se ne intuisce la personalità e magari si riesce a tirar fuori, con il trucco, aspetti fino a quel momento nascosti».
Cosa consiglierebbe a un giovane elbano che volesse seguire le sue orme professionali?
«Purtroppo l’isola non offre opportunità in termini di corsi. A chi volesse intraprendere questa professione consiglio di andare sulla terraferma e frequentare un corso di formazione serio e riconosciuto dallo Stato. Sottolineo questo perché purtroppo ci sono molti corsi che rilasciano attestati che poi non servono a nulla. Una volta diventato visagista, ci sono tantissime case cosmetiche che sono sempre alla ricerca di giovani bravi e motivati. Certo, questo significherà dover andare a lavorare fuori dall’Elba, perché purtroppo sull’isola non ci sono molte occasioni per un visagista. Grandi eventi, kermesse, sfilate, matrimoni… sono più unici che rari qui. Ma città come Milano, Roma o Firenze, ad esempio, offrono tante possibilità di lavoro. E di carriera».
Qual è il ricordo legato alla sua professione che le sta particolarmente a cuore?
«Ogni esperienza di lavoro mi ha lasciato qualcosa. Quella più emozionante? Il Festival del Cinema di Venezia. La più divertente? Sanremo.  La più umana? Truccare Tania Cagnotto, una donna meravigliosa, al suo matrimonio qui sull’Isola d’Elba. Ogni ricordo è speciale a modo suo».
Qui sull’isola c’è un luogo al quale è legato particolarmente?
«Amo tutta l’Elba. Ogni angolo, anche il più piccolo e nascosto. Molti di quelli che vivono qui, soprattutto i giovani, sognano di andare via. Io che lavoro fuori – parto il lunedì e rientro il sabato – non vedo l’ora di tornare a casa mia. L’elbano, checché se ne dica, è attaccato allo Scoglio come le patelle. D’altra parte come si fa a non amare quest’isola?».

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UNA CARRIERA EMOZIONANTE

Tutto inizia quasi per caso, nel 1997, quando a Portoferraio apre la profumeria la Gardenia (oggi Douglas). Per diventare responsabile del negozio, Riccardo deve frequentare un corso di formazione.
E il destino fa il resto. Sì, perché in quell’occasione viene notato da Lancôme che, intraviste le potenzialità, lo mette su un aereo e lo manda a Parigi, all’Accademia Estetica. Qui Riccardo diventa un visagista a tutti gli effetti e resta con Lancôme per cinque anni. «In quel periodo ho lavorato a “Donna sotto le stelle”, sulla scalinata di piazza di Spagna. È stato il mio battesimo nell’incredibile mondo della moda e della televisione».
In seguito diventa il truccatore della cantante Neja, molto famosa negli anni ’90. Ma il destino non ha ancora finito con lui. Durante il corso di formazione fatto per la Gardenia, infatti, Riccardo ha modo di conoscere il formatore di Yves Saint Laurent che lo “monitora” negli anni. E che, appena arrivata l’occasione, gli chiede di lavorare per il loro brand. Cosa che Riccardo accetta con entusiasmo.
Ma la soddisfazione più grande (almeno finora) arriva nel 2017, con il Festival del Cinema di Venezia: «Sono stati giorni “senza respiro”. E non solo perché il lavoro fosse tanto – ricorda – ma perché ovunque mi girassi avevo un sussulto: George Clooney! Julianne Moore! Judi Dench! Mostri sacri che fino a quel momento avevo visto solo al cinema erano tutti davanti a me. Ed era compito mio “trasformarli” per mandarli in televisione. Ero io il protagonista. Un’emozione dopo l’altra. Da togliere il fiato».

 

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