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Con il Trattato di Amiens, 27 marzo 1802, l’Elba veniva sottoposta ad una amministrazione provvisoria composta da un Comando Superiore affidato al Generale Rusca, un Commissariato Generale del Governo inizialmente affidato a Briot e poi al signor Lelievre, e a una Direzione Generale delle Fortificazioni sotto il comando del Colonnello del Genio Vincent.

Chi era il Colonnello Vincent? Charles Hubert Marie Vincent, contrario per principio alla schiavitù e grande sostenitore dell’esclusività del commercio delle Colonie con la Francia, era un ufficiale del Genio di stanza a Santo Domingo quasi ininterrottamente dal 1786 al 1800.

Qui il Colonnello, pur fedele agli interessi della Patria, riusciva a parlare francamente con il capo dei Neri Toussaint Louverture del quale aveva conquistato la fiducia; era questo un particolare di grande utilità per Napoleone. Fu così che il colonnello Vincent venne incaricato da Toussaint di portare al Primo Console il famoso Atto Costituzionale che avrebbe motivato l’avvio della famosa e disastrosa spedizione francese a Santo Domingo.

Era l’inizio del mese di febbraio del 1802 quando il Colonnello Vincent arrivò in Francia, proprio tre giorni dopo la firma dei preliminari della trattativa di pace con l’Inghilterra. La missione era assai delicata e benché il Colonnello avesse affermato senza mezzi termini quanto fosse terribile e dannoso per la salute degli europei il clima delle Antille, un clima in grado di annientare le truppe francesi quand’anche non lo avessero fatto le forze di Toussaint o gli Inglesi, non riuscì tuttavia a far desistere il Primo Console dall’intraprendere la pericolosa spedizione.

Il Colonnello venne quindi accusato di essere dalla parte del ribelle Toussaint e amico dei Neri; l’accusa era ovviamente ingiusta perché l’attaccamento del Colonnello Vincent alla Francia non aveva motivi per essere messo in discussione. Il primo Console lo relegò quindi all’Isola d’Elba con la nomina di Direttore provvisorio delle Fortificazioni. All’Elba continuò a svolgere i suoi compiti con massimo impegno e alto senso di responsabilità, inviso all’Imperatore e perseguitato dalla cattiva fama. Quando il 3 maggio 1814 Napoleone fece la sua entrata in Portoferraio per prendere possesso dell’Elba, molti notabili si portarono sulla fregata inglese per accoglierlo e rendergli onore, anche il Colonnello Vincent fu fra questi malgrado avesse più che giusti motivi di risentimento.

L’imperatore sembrò mostrare piacere nel vederlo, dando modo al Colonnello di approfittarne per fargli visitare i Forti di de Saint-Hilaire e di Monte Albano, lavori militari di grande valore ingegneristico.

Napoleone visitò minuziosamente i due Forti, indicò qualche piccolo lavoro di perfezionamento e si complimentò vivamente col Colonnello anzi, da quel momento continuò a farsi accompagnare da lui scambiando anche opinioni e consigli.

Nel giugno del 1814 il Colonnello Vincent lasciò l’Elba e, a detta di Pons de l’Hérault, era un uomo inacidito. Il tempo, comunque, dimostrò ampiamente quanto avesse ragione sulla Spedizione dei Francesi a Santo Domingo tant’è che lo stesso l’Imperatore, durante il suo esilio a Sant’Elena, sembra abbia detto: “il colonnello Vincent è l’uomo che ha giudicato meglio di tutti gli avvenimenti. Ho fatto una grossa stupidaggine a non averlo ascoltato ed ora non sarei qui, se l’avessi conosciuto meglio”.

Testi consultati
Observation du General du Genie Vincent – Paris 1824
Le registre de l’île d’Elbe, Paris 1897
Napoléon, Souverain de l’île d’Elbe. Mémoires de Pons de L’Hérault,
Mêmorial de Sainte-Hêlène, vol. 4 Paris 1824

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