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Per spiegare l’importanza della Giornata della Memoria, il professor Marco Ambra ricorre ad una lapide ad Auschwitz: “Potrete dimenticarci quando ogni essere umano avrà acquisito la sua dignità”. Questo per dire che ricordare uno dei più grandi stermini della storia “ha senso solo se si guarda al presente”. Ambra è appena rientrato dal Treno della Memoria 2019, con visita ad Auschwitz e Cracovia, insieme ai nove studenti dell’Istituto Foresi. “E’ stata un’esperienza complessa – racconta Ambra – perché il viaggio della memoria non è solo una ricognizione dei luoghi in cui si è svolto lo sterminio, ma soprattutto un confronto con il problema della conoscenza storica che è sempre mediata dalla testimonianza. Per quello he riguarda me, posso dire di aver avuto una sorta di azzeramento emotivo. Di fronte all’immensità della cosa, alla grandezza quantitativa dello sterminio, non sono riuscito ad avere emozioni. E’ come se avessi avuto un incubo che solo ora sto provando a rielaborare”.

Il Treno della Memoria ha condotto i nove studenti elbani di fronte alla realtà di una situazione che il professor Ambra definisce “impossibile da comprendere sotto i suoi aspetti morali”. La visita ad Auschwitz Birkenau, tra le rovine delle camere a gas e dei forni crematori. L’ingresso all’interno di Auschwitz 1, il campo principale dove si trovava il comando delle SS, la prigione del lager e dove erano deportati i prigionieri politici. E poi, il racconto delle testimonianze. Momenti di vita, drammatici, vissuti all’interno di quel campo di sterminio. Tra questi ci sono anche quelli di Tatiana e Andra Bucci, deportate all’età di 4 e 6 anni. “I nostri ragazzi sono rimasti compiti – spiega Marco Ambra – dal fatto che, nonostante la loro giovane età, le due sorelle fossero riuscite a conservare la loro identità. Anche in quella situazione di totale disumanizzazione. E questo grazie all’enorme sacrificio della madre, anche lei internata, che, quando poteva, andava a trovare le sue bambine e ripeteva loro nome, cognome e il fatto che fossero italiane”.

I ragazzi, insieme al loro docente di Storia e Filosofia, sono tornati da poco all’Elba. Ieri, hanno condiviso la loro esperienza a conclusione dello spettacolo che “Le Perle dell’Arcipelago” hanno portato in scena nei locali del Grigolo per ricordare la Shoah. “La memoria – conclude Ambra – è quello che ci permette di costruire il presente. E il nostro presente vede il ripetersi, in maniera analoga, della stessa indifferenza e disumanità che ha condotto ad Auschwitz”.

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