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Il delicato tema della destagionalizzazione turistica torna a far discutere. A seguito delle pagine che il nostro giornale – sposando appieno la battaglia a favore dell’allungamento della stagione – ha voluto dedicare agli imprenditori ‘coraggiosi’, cioè gli operatori che hanno deciso di tenere aperta la loro attività tutto l’anno, la Fondazione Isola d’Elba Onlus è intervenuta per ribadire l’importanza che questo tema avrebbe per lo sviluppo economico dell’isola. E, citando la lettera pubblicata nello scorso numero a firma del giornalista Gabriele Canè, richiama le istituzioni a ‘fare squadra’ per far vivere l’Elba anche nei mesi invernali. 

Ultimamente da più parti all’Elba si è tornati a parlare di “destagionalizzare”, in parole pratiche di “allungare la stagione turistica” oltre i canonici 3- 4 mesi estivi sfruttando le molteplici potenzialità esistenti oltre quelle offerte dal mare e dalle spiagge. Riteniamo che questo tema sia di fondamentale importanza per lo sviluppo economico della nostra isola. Non bastano però gli interventi sulla stampa e le autorevoli opinioni espresse al riguardo, ultima delle quali l’ottimo intervento apparso sul Corriere Elbano a firma del Dott. Gabriele Canè, socio della Fondazione e grande giornalista che conosce bene
le problematiche dell’Elba. La società elbana dovrà passare prima o poi dalle parole ai fatti, pianificando un progetto complessivo pluriennale che dovrà obbligatoriamente essere armonizzato su tutte le aree amministrative dell’isola. Ed invece tutto il recente passato dimostra che ciò è impossibile a farsi a motivo della perdurante incapacità delle attuali amministrazioni di coordinarsi assieme verso obiettivi comuni a tutto il territorio.
Assieme agli interventi pratici, come segnalati da Canè ed altri, è doveroso porsi delle domande sull’idoneità dell’attuale divisione amministrativa in 7 comuni per conseguire quei risultati e nel caso domandarsi nuovamente come poter intervenire per attenuarne gli effetti deleteri sullo sviluppo dell’economia elbana.
La Fondazione, come già ha più volte affermato, ritiene che questo sia uno dei temi fondamentali su cui tutta la comunità elbana debba riflettere. Fra le varie altre proposte contenute nella lettera di Canè pensiamo sia da studiare con attenzione dalle parti coinvolte, la possibilità di fare una specifica tariffa invernale dei traghetti e degli aerei, valida per tutti, a costo analogo a quella dei residenti; ciò potrebbe costituire un potente incentivo a visitare l’Elba nei 6 mesi invernali (dai Santi a Pasqua). Il costo della promozione, potrebbe essere sopportato da Enti comprensoriali, al fine di valorizzare nei mesi invernali il nostro territorio. Ovviamente questa iniziativa andrebbe collegata a tariffe fuori stagione per alberghi, esercizi commerciali, iniziative turistiche e culturali varie, ma siamo convinti che l’aumento delle presenze e dei passaggi, non solo compenserebbe il minor incasso sul singolo biglietto delle compagnie di navigazione, ma sarebbe un tonico straordinario a costo zero per tutta l’ economia dell’isola, e non solo quella turistica. Pensiamo anche a quelle aziende che non sono legate al turismo ma che operanocon grande impegno all’ Elba tutto l’anno. In buona sostanza il possibile successo di questi interventi richiede nuovamente la capacità di “fare squadra” fra tutti gli attori coinvolti nel progetto. E questo è quanto, come Fondazione, auspichiamo possa avvenire.

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