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Porto Azzurro, a scuola di robotica con un genio del cubo di Rubik

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Bambini, ragazzi e docenti non dimenticheranno facilmente i tre giorni trascorsi tra i banchi dell’Istituto Comprensivo di Porto Azzurro con quei piccoli robot della Lego dalle sembianze meccaniche e animali, mentre smontavano e riprogrammavano gli androidi durante il corso di alta formazione organizzato dalla docente di matematica e scienze Vanda Fabbri e la dirigente scolastica Lorella Di Biagio.

A condurre i laboratori c’erano due docenti d’eccezione: il professore Riccardo Niccolai, dell’Itt Fermi di Pistoia, promotore in Toscana della rete di scuole per la robotica, spesso invitato in Usa, e Simone Santarsiero, informatico pistoiese di 28 anni, un vero e proprio “cervellone”, fresco vincitore di Superbrain, il talent televisivo dedicato alle abilità della mente umana che va in onda su Rai 1.

La speciale dote di Simone, insieme alla conoscenza della robotica, è infatti quella di risolvere il cubo di Rubik in pochissimi minuti. Nella sfida tv dell’11 gennaio, il giovane ricercatore ha utilizzando 100 cubi di Rubik per riprodurre il volto di Elisabetta Canalis in appena dieci minuti, memorizzando il volto della showgirl in soli 30 secondi. Incredibile, da non perdere.

https://www.youtube.com/watch?v=YOVX-MueVPc&t=45s

È stata la volontà d’innovazione ad aprire le porte della scuola elbana a questa iniziativa di formazione, lo sa bene la docente Vanda Fabbri, ormai prossima alla pensione, convinta dell’idea che «bisogna aggiornarsi sempre, fino all’ultimo giorno; da due anni, infatti, frequento il corso di formazione Fiera Didacta Firenze di robotica che si tiene a settembre.»

Quali sono gli obiettivi e i benefici di un corso di robotica per ragazzi e docenti?

«È una pratica che mira allo sviluppo del pensiero computazionale che diventa una competenza e un apprendimento interdisciplinare creato a tavolino dall’insegnante: il robot si costruisce, si programma e gli alunni (o docenti) devono proporre una serie di soluzioni alle problematiche proposte.» Un’attività che sembra perfino generare effetti positivi sull’umore del gruppo, «è interessante sottolineare come le tensioni che magari si manifestano in classe – conclude Fabbri – si annullino in questo tipo di attività laboratoriali dove si instaurano e si creano gare e sane competizioni.»

Lo scorso anno, la dirigente scolastica Di Biagio, dell’istituto Comprensivo “G. Carducci” di Porto Azzurro, ha firmato l’accordo di rete con l’istituto Fedi-Fermi di Pistoia: «Sono orgogliosa per come docenti e alunni abbiano partecipato a questa sfida di innovazione didattica e di lavoro di squadra; è stata un’esperienza che vuole essere solo l’inizio di un percorso. Educare al pensiero computazionale fin dalla scuola dell’infanzia significa dare un’opportunità di offerta formativa di alta qualità ai nostri alunni al fine di  moltiplicare quelle esperienze che ampliano il pensiero critico, lo spirito di gruppo e il ragionamento logico.»

Agli incontri pomeridiani riservati ai docenti era presente il professore di matematica e scienze, Salvatore Aragona, dell’Istituto “G. Giusti” di Marina di Campo: «Dal 2016 seguo corsi di robotica educativa in Toscana. Il corso più impegnativo è stato quello di Sant’Anna di Pisa; pensavo che a Porto Azzurro proponessero un corso come tutti gli altri, quindi non mi aspettavo nulla di eclatante, invece è stato veramente stimolante, ci siamo divertiti tutti, e in un solo pomeriggio ho imparato più cose di quanto abbia imparato in tutti gli altri corsi, questo grazie all’impostazione didattica del docente… »

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