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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa interessante lettera arrivata in redazione che tratta uno dei nostri cavalli di battaglia: la destagionalizzazione turistica e culturale.

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Caro direttore,

poiché amo l’Elba, seguo con scarso interesse e con abbondante fastidio tutte le polemiche che animano l’isola: sanità, gestione associata, balzelli vari che nascono e per fortuna muoiono prima dell’alba, cioè prima di vedere la luce. Tutti argomenti centrali, ovvio, ma affidati al tritacarne di una litigiosa, anti economica e anti storica pletora istituzionale, un ingorgo che in una dimensione limitata non dovrebbe esistere. Purtroppo, da Napoleone in poi, sono in tanti sullo Scoglio a comandare, o a non far comandare gli altri. E si vede.

Ma proprio su Napoleone, e non solo, vorrei rubarti un po’ di spazio riguardo al tema che va sotto l’orrendo nome di destagionalizzazione, cioè di turismo tutto l’anno, che il tuo giornale ha approfondito negli ultimi numeri.

Bene, io non credo che esista la soluzione globale, ma penso che abbiamo già sotto mano qualche possibile risposta concreta. Napoleone, innanzitutto. Il patrimonio complessivo lasciato dal Bonaparte, è da sempre oggetto di una trascuratezza e di uno sciupio da Guinness dei primati.

Io, come altri che hanno scritto sul Corriere Elbano, penso che gestito in modo adeguato (e non discuto la qualità delle persone che ora lo fanno), e con i fondi necessari (un investimento, non una regalia) questo patrimonio potrebbe, dovrebbe essere una miniera di visitatori dodici mesi all’anno.

Occorre però tenere i siti come si deve, riempirli di contenuti culturali popolari, che sappiano attirare pubblico e studiosi attraverso eventi di vario tipo, attivare scambi continui con la Francia per organizzare mostre, allestimenti. Porsi come tappa di rilievo e non solo episodico nel turismo scolastico, attirare i turisti francesi (sempre affascinati dal loro Imperatore) dalla madre patria, che poi tanto lontana non è, visto che in Corsica si va e si torna quasi a nuoto.

Si dirà: e i soldi? Giusto.

L’esperienza mi insegna però che è raro che un progetto ben fatto alla fine non trovi le risorse necessarie. Ne girano tanti, di soldi pubblici, anche nell’isola… Parlavo prima di miniera.

Beh, abbiamo dovuto vedere un bel servizio su Rete4, per ricordarci di questi affascinanti giacimenti di archeologia industriale.

Abbiamo anche visto come sono messi, o malmessi, inaccessibili, ancora all’età del ferro, appunto, mentre potrebbero a loro volta, sistemati e pubblicizzati a dovere, diventare polo di attrazione e fonte di lavoro al dì fuori dei mesi di estivi. E il pontile di Vigneria? Lo vogliamo proprio lasciare in fondo al mare dopo averlo lasciato andare per decenni? Niente di nuovo e di originale rispetto ad altri approfondimenti tuoi o che hai ospitato, come vedi.

Solo un modesto, ulteriore promemoria che mi permetto di aggiungere alle tante iniziative che già sono avviate e potrebbe essere implementate: sport, trekking, archeologia, enogastronomia isolana…

E le terme? Ci sono spa e servizi ultra moderni ovunque. Se ci fosse movimento sull’isola, ci sarebbe anche chi investe. E viceversa.

Idee da accompagnare ad iniziative commerciali di vario tipo, come tariffe invernali di traghetti e aerei uguali a quelle dei residenti per tutti, o quantomeno per chi partecipa a determinati eventi. Ma anche a servizi turistici e alberghieri più moderni, di qualità.

Se l’Elba ha prodotto una azienda internazionale come la Locman e un brand che se la vede con quelli storici come Acqua dell’Elba, beh, forse riusciamo anche ad allungare la stagione, facendo guadagnare le imprese e lavorare i giovani, senza dover inventare chissà cosa. Ma spolverando, ripulendo e sapendo gestire e vendere i tesori che abbiamo, e che ora vengono trattati come banali e inutili oggetti di bigiotteria.

GABRIELE CANè

1 COMMENTO

  1. Caro Direttore,
    c’è un argomento che tutti gli organi di informazione che si occupano dell’Elba evitano di trattare a fondo, pur facendo timidi e brevi riferimenti.
    Mi domando come si può destagionalizzare senza considerare il peso che le tariffe dei traghetti hanno sulla scelta di un fine settimana sull’isola per una famiglia di quattro persone con al seguito un’auto. A suo tempo comprai casa a Cavo(allora era un investimento). Pago IMU,Tari, bollette come seconda casa, contribuisco all’economia locale. Ma quando mi imbarco pago la tariffa del turista.Non sarebbe l’ora di farmi pagare invece quella del RESIDENTE?
    Parliamone! Grazie

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