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Mentre nonno Giovanni era imbarcato sulle navi, a Marciana Marina nonna Maria gestiva la “Locanda delle Rose”. Che restava sempre aperta. Sopra, la casa patronale. Sotto, qualche stanza per accogliere i turisti d’estate e perlopiù maestre e funzionari delle Poste durante la stagione più fredda. Gente che passava alcuni mesi sullo Scoglio per lavoro e che poi, col tempo, è diventata marinese. Era il 1956.

Più di 60 anni dopo, la struttura ha cambiato nome – ora si chiama “Soggiorno Tagliaferro” – ma la passione e la dedizione sono rimaste immutate. Quattro monolocali e un appartamento sul lungomare, sopra il Circolo della Vela.

A gestire il tutto oggi è Martina, la nipote di Giovanni e Maria. Per raccogliere l’eredità dei nonni, nel 2009 ha lasciato Firenze – dove è nata, cresciuta e ha studiato marketing al Polimoda – e si è trasferita a Marciana Marina. Come voleva la nonna, la struttura resta aperta tutto l’anno. Non è facile, certo. Ma volere è potere.

«Durante l’inverno lavoriamo con gli appassionati di sport all’aperto: sub, trekking, mountain bike. Ma anche molti pescatori – spiega Martina che lavora insieme alla madre e al compagno Gianmarco –. La nostra è una struttura piccola, a conduzione familiare, le spese sono ridotte e i guadagni anche. Ma buona parte dei ricavi vengono rinvestiti per migliorare l’accoglienza. Anche perché quello di Marciana Marina è un turismo di un certo livello: gli ospiti arrivano con aspettative molto alte e le strutture devono essere adeguate».

Sagacia che, purtroppo, non è dote comune. Visto che molti operatori del settore, finita la stagione estiva, prendono i guadagni e vanno a “svernare” all’estero.

Invece, generazione dopo generazione, la famiglia Tagliaferro sta dimostrando di avere quel “guizzo” che fa la differenza. «Molti restano chiusi in inverno perché non hanno il riscaldamento. Ma anche in questo devo ringraziare la lungimiranza di mia nonna che, già ai suoi tempi, aveva predisposto il riscaldamento centralizzato per tutta la struttura».

Insomma, è una questione di mentalità. E quando le si chiede cosa si potrebbe fare per aiutare anche le altre strutture a destagionalizzare, Martina non ha dubbi: «Un incentivo importante sarebbe abbassare la tassa dei rifiuti per chi rimane aperto almeno nove mesi l’anno. E poi sarebbe bello se si ripristinasse la continuità territoriale con un aeroporto degno di tale nome. I traghetti offrono un ottimo servizio, ma il prezzo per chi viene solamente per il weekend è ancora troppo alto e non incentiva molto. Ma se si offrono servizi e comfort i turisti vengono volentieri, anche fuori stagione».

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