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E’ partita ufficialmente la bagarre pre elettorale a Portoferraio. Al centro del ciclone c’è la partecipata del comune, con tanto di fazioni schierate.

Il CDA “cosimino”, presieduto da Vittorio Campidoglio, che prima si rimangia la parola sulle dimissioni irrevocabili presentate a fine agosto – ma congelate e accettate con moltissima calma solo a fine Dicembre dal sindaco Ferrari – e poi cerca in maniera maldestra tramite la stampa locale, di mettere una toppa alle falle della gestione accusando una battaglia politica sulle spalle dei dipendenti.
Roberto Marini, assessore con delega alle partecipate, spodestato dalla carica di ex sindaco lo scorso novembre e ormai con le spalle al muro per i problemi di bilancio che negli ultimi giorni sono usciti allo scoperto.

Poi, il sindaco Mario Ferrari che, con molto ritardo, si accorge dei problemi di bilancio della partecipata. Dopo 4 anni e con le elezioni in vista.
Sicuramente il sindaco si fidava così tanto del suo vice, messo a controllo delle partecipate, da lasciargli carta bianca, ma forse trascurava il vecchio detto “fidarsi è bene..”. Resta  sempre e solo lui l’unico responsabile della partecipata comunale. Una società per il bene e a spese dei cittadini elbani.
La battaglia si è estesa anche al di fuori dei diretti interessati, con Paolo Andreoli del PD e Luigi Lanera per Fratelli D’Italia che continuano a chiedere chiarezza sui presunti crediti che la partecipata avanzerebbe nei confronti del comune.

Che poi,  le famose dimissioni del CDA della Cosimo,  vennero presentate proprio in seguito ad un’inchiesta del Corriere Elbano sul vergognoso stato della raccolta dei rifiuti “Barca a Barca” ( nel silenzio totale dei media locali) che la partecipata operava nella Darsena Medicea.

I cumuli di spazzatura all’ingresso della Darsena Medicea documentati dal Corriere Elbano la scorsa estate

Il Corriere Elbano ha sempre cercato di fare chiarezza sui comportamenti della Cosimo de’ Medici, tutelando il lavoro dei dipendenti (anche se pagati profumatamente) rispetto ad una dubbia e forse approssimativa gestione. Come la poca trasparenza su voci di spesa nel bilancio o sui costi eccessivi e le continue assunzioni. In quel caso però, non c’era nessun complotto politico(?).
Insomma, si sta parlando molto in questi giorni, ma di risposte concrete nemmeno l’ombra.
Per ora l’unica certezza è che per il 15 gennaio è stata indetta l’assemblea della partecipata, dove Mario Ferrari prenderà atto ufficialmente delle dimissioni del CDA, nominando il nuovo amministratore unico Giuliano Lavagnini. Per il sindaco “un intervento necessario”.

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