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Di rinvio in rinvio, il destino della Cosimo de’ Medici si deciderà, presumibilmente, entro la prima metà di gennaio. Nessuna data ancora. L’unica certezza è che dovranno trascorrere, per legge, almeno otto giorni dall’ultima riunione, quella di ieri. L’assemblea si è svolta regolarmente in assenza del primo cittadino, nonché socio di maggioranza della partecipata, Mario Ferrari. Il sindaco, impossibilitato a muoversi a causa di uno strappo muscolare, ha ritenuto opportuno mancare all’appuntamento che avrebbe dovuto, una volta per tutte, trovare il bandolo della matassa e fare luce sul futuro della Cosimo de’ Medici.

Certo, è anche vero che, se il primo cittadino non avesse disertato quest’ultima assemblea, si sarebbe ritrovato a barcamenarsi tra la volontà di nominare un amministratore unico – il nome, come già anticipato nei giorni scorsi dal Corriere Elbano (leggi qui), sarebbe quello del commercialista Giuliano Lavagnini – e l’impossibilità di procedere a causa di una questione puramente tecnica ma non certo di poco conto. Ecco, perché il nodo cruciale di questa vicenda, che sembra ancora lontana dal trovare una soluzione, secondo fonti qualificate, andrebbe cercato in un gioco di potere, da parte dei vertici della partecipata, per mettere all’angolo il primo cittadino e obbligarlo a revocare il consiglio di amministrazione anziché prendere atto, così come dovrebbero andare le cose, delle dimissioni “irrevocabili” presentate lo scorso agosto. D’altronde, un’eventuale destituzione dei tre consiglieri rischierebbe di aprire un contenzioso, dal momento che il sindaco potrebbe revocare i loro incarichi soltanto per giusta causa.

Ma al centro della prossima convocazione non c’è soltanto la presa d’atto delle dimissioni del cda. I vertici della partecipata – su cui, stando a indiscrezioni, pare sia in atto un’indagine da parte della Guardia di Finanza, a seguito di una denuncia per lavoro retribuito in nero e senza regolare contratto – dovranno anche rendere conto delle contestazioni mosse dal sindaco Ferrari. Prima di tutto, le presunte irregolarità amministrative nello svolgimento del loro operato. Sostanzialmente, c’è da capire se la partecipata abbia agito nel totale rispetto delle procedure previste dalla legge. E poi, al presidente della Cosimo de’ Medici, che al momento parla degli obiettivi raggiunti nel corso del suo mandato glissando su tutto il resto, toccherà spiegare quali sono le fatture riferibili alla convenzione tra Comune e partecipata – alla quale peraltro avrebbe dovuto attenersi dal momento della presentazione delle dimissioni – e quali, invece, sono attribuibili a delibere di straordinaria amministrazione.

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