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Quella volta che Alessandro Dumas arrivò a Portoferraio su una barca a remi

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«Rapporto settimanale. Portoferraio. Arrivi. Il 28 giugno 1842 sopra un Battello Toscano procedente da Livorno in 1 giorno giunsero il letterato Signor Alessandro Dumas e Sua Eccellenza il Principe Bonaparte figlio di Sua Altezza il Principe di Monfort» Affari Generali dell’anno 1842, Filza 2. ASCPf. 

È questa la semplice annotazione compilata sul registro dei movimenti del porto di Portoferraio riguardante l’arrivo di questi due illustri visitatori.

Ma quale poteva essere lo scopo del loro viaggio?

Il principe Jérôme Bonaparte, il più giovane dei fratelli di Napoleone e sua figlia, la principessa Mathilde, sposa del principe russo Anatolij Demidoff vivevano a Firenze nella bellissima villa di Quarto, luogo nel quale ambivano essere ammessi molti francesi di passaggio in Italia.

Lo stesso scrittore Alessandro Dumas godeva da tempo della stima e dell’amicizia del principe Jérôme tanto da non poter rifiutare, nel 1842, di fare da accompagnatore al giovane principe Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte detto familiarmente Plon-Plon.

Secondo il desiderio del padre, il giovane principe avrebbe dovuto completare, con una sorta di pellegrinaggio storico, la sua educazione comprendendo come tappa di questo istruttivo viaggio anche l’Isola d’Elba, luogo dell’esilio dell’augusto zio.

Dumas aveva allora 39 anni e il giovane principe ne aveva 19. L’indomani i due erano a Livorno per informarsi se esisteva un battello in grado di portarli a Portoferraio; non ce n’era alcuno e nessuno fu in grado di dire se ce ne sarebbero stati e quando. Decisero perciò di cercare un mezzo, anche una piccola barca a remi.

Fu allora che il giovane principe ne scorse una dal nome molto intrigante: Le Duc-de-Reichstadt, che nome bizzarro!

Per una volta, disse Dumas, vorrei proporvi una piccola follia, quella di andare a Portoferraio con questa barca! Era davvero un azzardo ma il principe accettò infilandosi velocemente nella barca senza alcuna esitazione. Pattuito il prezzo della barca e quello di due rematori, il viaggio ebbe inizio. Una volta superato il porto, i due cominciarono però a preoccuparsi perché un grosso temporale si stava avvicinando dalla Corsica preannunciando la tempesta.

Dieci minuti dopo, la barca sembrava un tappo di sughero su onde di quindici piedi di altezza ma il principe, in preda al mal di mare, sembrava non accorgersene. Il tutto durò circa tre ore poi il cielo si schiarì, il vento si calmò e anche il mare. La tempesta li aveva portati verso terra ma fuori rotta. I marinai chiesero quindi i loro ordini e Sua Altezza, esattamente come avrebbe risposto ad un cocchiere del posto per farsi portare alle Cascine rispose: a Portoferraio!

L’indomani, alle cinque, erano a Portoferraio.Dopo avere percorso l’Isola di Elba in lungo e in largo per visitare i luoghi che avevano visto l’Imperatore e parlare con chi lo aveva conosciuto di persona, i due decisero di fare un salto a Pianosa per una partita di caccia.

Poi proseguirono per Montecristo, dove Dumas avrebbe ambientato il suo celebre romanzo.

Testi consultati:
Affari Generali dell’anno 1842, Filza 2. ASCPf.
Causeries par Alexander Dumas Paris

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