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Se dovesse dissalare le lacrime e il sudore che ci ha fatto versare finora, l’impianto di Mola lavorerebbe sin da subito a pieno regime. Ma i lavori non sono ancora iniziati. Perché, sebbene ASA voglia partire a febbraio, tante sono le resistenze intorno “al più grande dissalatore d’Italia” (Barbetti dixit).

Certo, all’Elba spesso si fa freudianamente a gara a chi ce l’ha più grosso – basti pensare alla pista dell’aeroporto – dimenticando, altrettanto spesso, che è la funzionalità a fare la differenza.

Che l’Isola abbia un disperato bisogno d’acqua, soprattutto in estate, è fuor di dubbio. Che il dissalatore possa risolvere il problema, invece, qualche dubbio lo pone. Uno su tutti: l’attuale condotta sottomarina produce circa 160 litri di acqua al secondo. Questo impianto ne produrrà 80. I conti non tornano. Che fine farebbe poi la condotta? Dismetterla creerebbe ulteriori problemi di inquinamento.

Insomma, le perplessità sono tante. Le spiegazioni chiare poche. Senza contare qualche sospetta stravaganza che alimenta i dubbi: come mai il sindaco di Capoliveri (i cui cittadini, insieme a quelli di Porto Azzurro, si sono sempre detti contrari all’opera) ha improvvisamente cambiato la sua posizione a favore del progetto? C’entra per caso la politica e i rapporti con Piombino e la Val di Cornia? Non lo sappiamo.

Quel che è certo è che non è stata fatta una valutazione di impatto ambientale perché l’incidenza dell’opera in tal senso è stata considerata “non significativa”. Eppure stiamo parlando di un impianto che andrebbe a produrre ogni giorno svariate tonnellate di sale da disperdere in mare. Sicuri che all’ecosistema non dia noia? E il Parco non ha nulla da dire? O siccome l’impianto non sorge sulle sue aree ha deciso di fregarsene?

Insomma, sono tanti gli interrogativi. E prima che i lavori inizino nottetempo, mentre i cittadini dormono ignari, sarebbe il caso di dare risposte.

Democraticamente, proponiamo un bel referendum consultivo – visto che l’opera verrà gestita, e pagata, da tutti i comuni – per capire cosa ne pensano davvero gli elbani. E, affinché arrivino ben informati, nel prossimo numero dedicheremo all’argomento lo speciale di pagina 2, dando voce a tutti: all’ASA, al comitato contro il progetto, a Legambiente e al Parco. Ma poi l’ultima parola dovrà essere quella dei cittadini.

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3 COMMENTI

  1. …”Eppure stiamo parlando di un impianto che andrebbe a produrre ogni giorno svariate tonnellate di sale da disperdere in mare.”… ma veramente il sale stava già nel mare, mica lo prendono all’eurit… e l’acqua dolce prelevata dal dissalatore è irrisoria rispetto alla massa del mare, anche in prossimità della presa sostenere che ne aumentiamo la salinità è una fake news per evocare allarmismo.

  2. L’opera verrà pagata anche dai cittadini con i notevoli aumenti del costo dell’acqua in termini monetari. Verrà pagata anche con la distruzione di un ecosistema.

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