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Linda è elbana. Mirco, emiliano. Si sono conosciuti qui sull’isola, per caso. E non si sono più lasciati. Lo scorso marzo hanno preso in gestione il bar Mantra, immerso nello splendido scenario delle terme di San Giovanni, a Portoferraio.

Di fronte alla darsena medicea, circondato da palme, eucalipti e tamerici, è una vera e propria oasi di benessere, lontano da tutto e da tutti. Non ci si capita per caso, ci si deve venire espressamente. E tornare.

Ma d’estate, si sa, con un panorama del genere e un clima paradisiaco, è vincere facile. E, difatti, la bella stagione ha regalato loro grandi soddisfazioni. A questo punto Linda e Mirco avrebbero potuto fare come molti altri “colleghi”: a settembre chiudere tutto e andare a svernare al caldo, magari all’estero. Salvo poi tornare in primavera e ricominciare a lavorare non appena fossero tornati i turisti.

Invece no. Hanno deciso di alzare il tiro e restare aperti anche in inverno. E non per i turisti, che durante la bassa stagione sono davvero pochi, ma per gli elbani stessi che, nel bene e nel male, vivono sull’isola tutto l’anno.

Ingenuità? Follia? No. Semplicemente la tranquilla consapevolezza di fare bene il proprio lavoro e riuscire a trasmettere entusiasmo alla clientela. Ma può bastare l’entusiasmo in bassa stagione, quando le presenze, e quindi i potenziali clienti, calano inesorabilmente?

Linda non ha dubbi. «L’inverno non ci spaventa. Certo, la situazione è ancora tutta da creare. Ma giorno dopo giorno ci stiamo rendendo conto che la gente risponde bene e questo è incoraggiante. Perché significa che stiamo dando loro quello di cui hanno bisogno».

Sì, insomma: probabilmente gli elbani d’inverno escono poco perché non sanno dove andare. E se si dà loro una valida alternativa alla serata davanti alla televisione, la colgono al volo.
Ecco allora che tutti i venerdì al bar Mantra c’è musica dal vivo, con le band elbane più conosciute. E poi i sabati ci sono le serate latino-americane e presto ci saranno anche quelle con il liscio e, perché no, con il tango. E siccome per ballare ci vuole energia, ecco che arrivano “in soccorso” i ragazzi con il furgoncino della pizza – con tanto di forno a legna al suo interno – che servono delizia in tranci.

«C’è una bella sinergia – spiega Linda – tra il nostro locale e i vari musicisti, ballerini e pizzaioli. Ci diamo una mano uno con l’altro. Ognuno di noi crea valore e lo mette a disposizione. Un’atmosfera molto bella e stimolante nella quale lavorare».

A questo punto ci viene un dubbio: che il nome del bar, Mantra, abbia un significato ben preciso? Linda sorride. E spiega: «Credo fortemente nell’energia universale e nel potere del mantra capaci di purificare la mente e l’ambiente circostante. Riuscire a rilassarsi, fermare i pensieri, soprattutto quelli negativi, permette di concentrarsi sul “qui e ora”. Senza farsi prendere dall’ansia del futuro. La nostra decisione di aprire anche in inverno è una sfida, certo. Ma io e Mirco non abbiamo paura delle sfide. Il contrario della paura è l’amore. E noi in tutto quello che facciamo di amore ce ne mettiamo tanto».

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