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L’Istituto Alberghiero e della Ristorazione ‘Brignetti’ ha un livello occupazionale molto alto. Il più alto della provincia. E a dirlo non è soltanto il suo dirigente scolastico, il professor Enzo Giorgio Fazio.

A dirlo è soprattutto la Fondazione Agnelli che, con il suo progetto eduscopio.it, valuta le scuole italiane seguendo i risultati universitari e lavorativi dei suoi diplomati. L’indice di occupazione dell’Alberghiero di Portoferraio si attesta su un ottimo 68%. E non sarebbe difficile immaginare il perché. L’Elba, con le sue strutture ricettive, sarebbe in grado di assorbire gli studenti formati dall’Istituto. Eppure non sempre è così. «Si cerca di assumere professionalità del continente – spiega Fazio – E questo mi dispiace moltissimo».

Perché succede questo?

«Probabilmente ci sono dei preconcetti negativi, assolutamente ingiustificati, sul nostro istituto. anche perché, lavoriamo tutto l’anno sulla formazione dei nostri ragazzi. Sappiamo che oltre alla teoria hanno bisogno di un’esperienza professionale. Grazie al progetto Erasmus, tutti gli anni mandiamo i nostri ragazzi all’estero per sei settimane. Un’opportunità per migliorare la lingua ma soprattutto per lavorare in azienda. Non sarei smentito dicendo che da qui escono tante eccellenze. E lo dimostra il fatto che i nostri neo-diplomati hanno già trovato un’occupazione. Chi a Milano, chi in Riviera o ancora sulle Alpi».

Preside, lei è al suo quarto anno. L’Istituto ha investito tanto nella formazione di questi ragazzi…

«Sì, è così. E tanto ancora faremo. Purtroppo, però, l’Alberghiero non riesce ancora a sfondare. Vede, noi abbiamo soltanto una sezione con le cinque classi. Vorremmo poter raddoppiare. Ma facciamo ancora fatica».

Come mai? Pensa ci siano ancora pregiudizi nei confronti di un istituto professionale come il vostro?

«C’è un problema di approccio culturale e mentale nel momento in cui si fa l’orientamento. Si tende ad una semplificazione banale per cui un alunno dal profitto scarso deve frequentare un professionale. Bisognerebbe, invece, puntare sulle inclinazioni e potenzialità dei ragazzi. E le dico di più».

Prego…

«Quest’anno abbiamo avuto la richiesta di passaggio di due ragazze, dal profitto ottimo, dal Liceo all’Alberghiero. E questo perché sono, finalmente, riuscite a convincere le loro famiglie. Ecco, questo, secondo me, potrebbe essere davvero il punto di svolta».

In più, il trend pubblicitario esterno è positivo. Ultimamente siamo bombardati, in tv, da format di cucina. Influisce, tutto questo, nella vostra programmazione?

«Guardi, sulla didattica abbiamo fatto dei protocolli. Per noi è fondamentale abituare i ragazzi ad una sala alimentazione e ad una dieta equilibrata. E poi, i prodotti devono essere il più possibile a km zero».

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