Home Comuni Capoliveri Dissalatore, partono gli espropri. Il comitato del no: “Pronti a farci sentire”

Dissalatore, partono gli espropri. Il comitato del no: “Pronti a farci sentire”

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Lo scorso 4 dicembre, 21 proprietari di appezzamenti di terra e immobili nella zona di Mola e del lido di Capoliveri si sono visti recapitare i decreti di esproprio, asservimento e determinazione urgente dell’indennità provvisoria datati 27 novembre (ma notificati una settimana dopo).

I lavori per la costruzione della struttura del dissalatore, quindi, procedono. Secondo gli ingegneri di ASA, il nuovo impianto consentirà una produzione di acqua “dissalata” che coprirà circa il 50% del fabbisogno elbano.

A opporsi fermamente, però, è il comitato “No al dissalatore”, presieduto da Italo Sapere che ieri, durante una riunione del consiglio, ha informato gli espropriati di tutte le modalità di ricorso per evitare la cessione o quantomeno discutere il prezzo.

Non solo. “Come comitato – spiega il presidente oppositore all’impianto – stiamo ampliando il bacino di consensi per la nostra battaglia. Abbiamo incontrato anche le categorie del settore turistico e commerciale di Porto Azzurro perché questa costruzione danneggerà non solo noi proprietari, ma l’intero indotto della zona”.

Con questi decreti si avvisano i proprietari che mercoledì 16 gennaio 2019 a partire dalle 12 sulla spiaggia di Lido di Capoliveri, nelle immediate vicinanze del Campeggio Europa, sarà fissata l’organizzazione per gli orari di sopralluogo.

Si procederà inoltre alla stesura di un verbale di stato di consistenza e un secondo verbale di immissione in possesso. In caso di opposizione del proprietario, l’operazione di immissione potrà differire di dieci giorni.

I verbali saranno redatti dal personale ASA e dai proprietari (o loro delegati). “Adempiute queste formalità  – continua Sapere – i proprietari potranno far valere le loro ragioni soltanto sul valore dell’indennità. Potranno ricorrere sì, ma solo sul valore dell’indennità entro 30 giorni dal 16 gennaio 2019. Invece i proprietari possono ricorrere, al decreto di esproprio e di asservimento entro 60 giorni dalla data di notifica (4 dicembre 2018) quindi entro il 2 febbraio 2019 al Tribunale competente”.

Il progetto del dissalatore piano piano sta prendendo forma concretamente, ma i tempi, con la forte opposizione del comitato del “no”, sembrano destinati ad aumentare.

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