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Tutti bravi a riempirsi la bocca di belle parole. Quando poi si tratta di fare sul serio, in un batter d’occhio, va in scena un fuggi fuggi generale. Alla fine sono sempre gli stessi a rimetterci. Chi? Noi. Voi. Insomma, i cittadini. Dispiace leggere che del nostro territorio non frega a nessuno. Dispiace dover apprendere che i nostri politici non reputino così indispensabile dover sottoporre all’attenzione dell’Assemblea regionale un provvedimento a difesa di diritti e interessi degli abitanti delle isole dell’Arcipelago.

Questa volta è successo a Roberto Biasci, consigliere regionale della Lega. Se sullo Scoglio sia venuto o meno poco importa. Le chiacchiere stanno a zero. Intanto, però, il ‘nostro’ consigliere si è prodigato nel presentare in aula, dove in questi giorni è in discussione il Documento di Economia e Finanza, un ordine del giorno collegato al Progetto regionale ‘Politiche per il mare, per l’Elba e l’Arcipelago Toscano’. Sostanzialmente, nel suo odg, Biasci, sosteneva che le politiche anti-crisi adottate in Toscana dalla Giunta regionale siano state poco incisive e risolutive. Da qui, l’intervento in Aula del consigliere leghista si è spinto a dire che il mare, la costa e le isole possono, in qualche modo, favorire uno sviluppo in termini economici e contrastare il precariato e la fuga di giovani alla ricerca di migliori opportunità. Peccato, però, che l’ordine del giorno di Biasci sia stato respinto dalla maggioranza di Sinistra del Consiglio Regionale.

Ora, c’è da dire che la difesa dei diritti dei cittadini non può (e non deve) fregiarsi di un colore politico. Come se la crescita economica di un territorio fosse una battaglia esclusivamente di destra o di sinistra. Quando si parla di turismo, di valorizzazione delle risorse di un territorio, di crescita, di economia, non c’è casacca partitica che tenga. L’intervento del consigliere Biasci non può finire sottotraccia. Non può essere ignorato dalla popolazione, nel silenzio della politica. Forse non basterà un ordine del giorno a cambiare le sorti di un’isola. Forse no. Però, intanto, è un inizio. D’altronde, la richiesta del consigliere è andata proprio nella direzione di una legge ad hoc per “la salvaguardia e la valorizzazione delle aree depresse, stanziando maggiori investimenti di quelli che sono stati previsti sinora”. Di tutto questo, per il momento, rimangono solo parole bocciate da una maggioranza regionale. In futuro, chissà. Non lamentiamoci, poi, se a Roma non abbiamo una rappresentanza politica. Non lamentiamoci, poi, se in Toscana nessuno ci ascolta. Non lamentiamoci quando bisogna combattere fino allo stremo delle forze per salvare un Tribunale o per avere la continuità territoriale. Ieri ha perso Biasci. Ma, in fondo, abbiamo perso tutti noi.

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