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Originario di Porto Azzurro, Simone Mellini “Dall’isola” – come si firma su Facebook – dopo aver lavorato con i più grandi tour operator internazionali e aver gestito l’agenzia immobiliare di famiglia, da 8 anni vive a Fortaleza nel nord-est del Brasile dove ha un piccolo ristorante.

Ma anche dall’altra parte del mondo riesce ad essere molto attivo sulla sua Elba. Nonostante la lontananza, infatti, ha creato un “ponte” tra l’isola e il Brasile: un ponte fatto di solidarietà, amore. E tante risate. Quelle dei bambini brasiliani più sfortunati che, grazie all’impegno di Simone e al sostegno degli elbani, quest’anno riusciranno a vivere un Natale davvero speciale.

Com’è nata l’idea di aiutare i bimbi più sfortunati del Brasile?
«È nato tutto quasi per gioco: una persona aveva bisogno di aiuto e, tramite Facebook, mi sono messo in contatto con qualche amico. È finita che con i soldi degli elbani abbiamo ristrutturato completamente una scuola. Quando ho visto arrivare dieci pacchi da 20 chili l’uno, ho capito che le persone avevano fiducia in me e in quello che facevo. E, soprattutto, che mi avrebbero dato la forza di andare avanti in questo mio progetto anche nei momenti difficili».

Un “gioco” che ora è diventato una realtà consolidata e cresce sempre di più. Come funziona?
«È molto semplice: i miei amici dall’Italia raccolgono vestiti, giochi. I quaderni dei loro figli. Impacchettano tutto e me lo spediscono. Qui io organizzo delle “feste-donazione” dove almeno per qualche ora cerco di far vivere qualche momento di felicità ai poveri sfortunati bimbi».

E gli elbani la aiutano in questo?
«Tutto quello che è stato realizzato finora non sarebbe stato possibile senza l’aiuto degli elbani che si sono dimostrati sempre pronti ad aiutarmi in ogni mio progetto».

Come si vive in Brasile?
«Qui a Fortaleza, oltre ad avere chilometri di spiagge e una natura davvero unica, c’è sempre il sole. Fa caldo 365 giorni l’anno, perché essendo quasi sulla linea dell’equatore viviamo davvero con un clima unico».

E non le manca l’Elba?
«Tantissimo. Soprattutto la mia famiglia. Ma sento forte la mancanza anche dei profumi e del cibo che è unico al mondo. Purtroppo il paese che mi ospita non mi consente di venire spesso sulla mia amata isoletta».

Ad ogni modo riesce comunque a mantenersi in contatto con la realtà elbana…
«Essendo rimasto molto attaccato al mio Scoglio, ogni tanto mi diverto anche a fare dei video, commentando a mio modo e maniera quello che succede sulla mia splendida Elba. Con migliaia di visualizzazioni ogni volta».

Deve amare moltissimo la sua terra…
«Sì. Un amore immenso. Solo parlare della mia isola mi fa venire gli occhi lucidi e vorrei tanto che anche ai nostri sindaci brillassero gli occhi come brillano a me».

A proposito di istituzioni, ha qualcosa da rimproverare a qualcuno?
«Mi fa rabbia vedere che è gestita nel peggior modo possibile. Abbiamo una natura meravigliosa. Potremmo essere al top del turismo mondiale e invece tiriamo quasi a campare».

Qual è la prima cosa che ha messo in valigia quando è partito per il Brasile?
«Una vecchia bandiera dell’Elba degli anni Settanta. Tutti qui a Fortaleza sanno che vengo dall’isola e io ne sono davvero molto orgoglioso».

***
IL “GIOCO DEI PACCHI”
«La generosità degli elbani? Immensa»

In vista del Natale, per sabato 22 dicembre Simone ha organizzato  una “festina-donazione” in Brasile. «Stanno arrivando i pacchi dall’Elba e sono l’uomo più felice del mondo. Come sempre, sto cercando di organizzare il tutto nei minimi particolari per far sì che i bimbi possano trascorrere qualche ora spensierata, felice. Ridendo, mangiando. E ricevendo anche qualche regalino che non fa mai male» spiega emozionato.

Ci saranno bancarelle di popcorn, zucchero filato, pagliacci, Babbo Natale, torte, panini, bibite e tutto quello che può render felici quei visini così dolci e spesso abbandonati. «Gli elbani, come sempre, sono stati unici e sono stati davvero fondamentali per realizzare il mio sogno che ormai è una realtà concreta. Gente mai vista e conosciuta che mi contatta dandomi i giochi e i vestiti dei loro bimbi per me è davvero un qualcosa di unico. Immensi…»

Quello che colpisce di più Simone è la voglia di aiutare di alcune persone. «Non le mega aziende, ma i singoli cittadini, chi “tira avanti” tanto per capirsi. Chi se mi dà qualcosa poi a fine mese quel qualcosa gli manca. Persone che magari per il mondo non sono nulla, ma che per me e per i miei bimbi sono una certezza, un qualcosa  che stimola anche a crescere e migliorarsi sempre. Sono davvero felice e orgoglioso di aver creato questo “giochino dei pacchi”, come lo chiamo io».

Un gioco reso possibile dalla generosità degli elbani, grandi e piccoli: «Vorrei ringraziare con tutto il cuore i bimbi che si sono privati dei loro cimeli o delle ciabattine da mare prima di tutto, ringrazio con lo stessa intensità coloro che hanno reso possibile tutto questo, sacrificandosi per raccogliere le cose, impacchettandole e soprattutto racimolando i soldi per le spedizioni e poi spedirli. Roberto, Roberta, Tiziana, Silverio, Veleno, Serginho, Elena di Firenze, Roberto, Alessio, Cristina, Annalisa, Riccardo, La Ciotola, Mariagrazia, I Menno’s, Marco, Laura, Silvia, tutte le mamme dalla prima all’ultima  e tutti gli altri che, per problemi di vecchiaia, al momento non ricordo e me ne scuso. Un super grazie anche per Enzinho, uno dei miei bimbi: anche se le cose vanno benissimo, il vostro aiuto è stato sicuramente importante per farlo vivere un po’ meglio».

 

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