CONDIVIDI
Un momento del consiglio comunale di ieri

Se davvero Mario Ferrari ambisce a succedere a se stesso, allora farebbe bene a dimettersi. Perché ciò che è accaduto ieri  sera, durante l’ultima riunione del consiglio comunale, ha dell’incredibile. Certo, la figuraccia l’ha fatta l’ex-vicesindaco, Roberto Marini, nelle sue più ristrette funzioni di assessore al Bilancio, ma la responsabilità finale è purtroppo sempre del sindaco. E se né lui, né gli altri membri di Giunta, si sono ancora decisi (o non sono riusciti?) ad espellere il protagonista di tante trame e disastri gestionali (leggi Cosimo de’ Medici), non c’è altra soluzione del “tutti a casa”. Sempre che non si preferisca il harakiri, con conseguente vittoria elettorale delle opposizioni o delle liste che si richiameranno alle attuali forze di governo. A scelta. Solo in questo modo Ferrari, Bertucci e l’attuale maggioranza potranno sperare in una riconferma, peraltro già oggi piuttosto difficile.

Ma veniamo alla cronaca della seduta consiliare di ieri. Ci si occupava del bilancio comunale e quindi Marini era il protagonista assoluto. I consiglieri di minoranza svolgevano le loro funzioni di controllo e chiedevano spiegazioni sulle varie poste e voci. Mission impossible: l’assessore sembrava uno del pubblico, non ci capiva niente, non sapeva cosa rispondere e balbettava parole senza senso. Poi, di fronte all’irritazione dei colleghi, chiedeva una sospensione di cinque minuti per consultarsi con i funzionari. Una, due, tre, quattro volte, la stessa storia. Per poi tornare in sala e leggere un’incomprensibile spiegazione in burocratese stretto. Una figura pietosa.
Così, di pausa in pausa, la seduta si e’ trascinata fino all’ora di cena, per poi naufragare nell’inevitabile mancanza del numero legale.

Ecco, si può andare avanti in questo modo? Visto che non si è avuta la forza e il coraggio di revocare a Marini non solo la funzione di vicesindaco, ma anche le altre deleghe da assessore, non sarebbe preferibile affidarsi ad un bel commissario prefettizio in grado di mettere a fuoco il bilancio reale? O si preferisce la via del “tanto peggio, tanto meglio”?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here