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Moira Demuro (a sinistra) e le sue atlete
Stavano tornando da Fermo, dove hanno disputato la finale nazionale del Torneo delle Regioni. Ma, come altri elbani, non sono riuscite a far rientro a casa. Moira Demuro e le sue atlete del Centro Ginnastica di Porto Azzurro hanno aspettato le prime corse di questa mattina per tornare all’Elba. “Quattro atlete sono rimaste a Fermo – ci dice Moira raggiunta al telefono – altre tre ragazze si sono fermate a San Vincenzo. Io, invece, ho pernottato in un hotel a Piombino. Sai, ho un bimbo piccolo. Un altro tecnico, invece, ha trascorso la notte a bordo della nave”. 
Un ‘piano B’ al quale, il gruppo, si era già preparato. Ieri, come già altre volte in passato. “Da giorni sapevamo di questo forte vento racconta ancora Moira – Tanto che le famiglie di alcune atlete hanno preferito prenotare a Fermo una notte in più. Io avevo bloccato una camera in hotel. Camera che ho confermato solo alle 16 di ieri, dopo aver visto le condizioni del canale da Piazza Bovio”. 
Condizioni certamente proibitive, che hanno costretto tutti i traghetti, dalla tarda mattinata in poi, allo stop. Una situazione, in ogni caso, ampiamente prevista dai bollettini meteo. “Se c’è vento e il mare non permette una corsa in sicurezza, penso sia giusto non rischiare”, commenta Moira che sulla questione dei collegamenti marittimi sospesi aggiunge: “Nessuno si è mai lamentato quando un Comune ha chiuso le scuole o gli impianti sportivi per un’allerta meteo. Perché, allora, dovremmo prendercela con le compagnie di navigazione quando fanno lo stesso con i traghetti? Chi di noi, di fronte ad un’allerta del genere, si assumerebbe la responsabilità di attraversare un canale con il vento che soffia a 100 km/h?
Si sa, le società sportive non sono certamente nuove a situazioni del genere. Soprattutto in una giornata come quella di ieri, con gare da disputare e tanti impegni di campionato. Il disagio non è stato superato del tutto, ma quantomeno limitato grazie alla pronta organizzazione da parte delle atlete e della società. “Io, personalmente, non mi sono mai ritrovata a dover restare in porto fino a tarda sera – continua – Anche perché, se le previsioni non danno segnali di speranza, che senso ha restare lì al freddo? Certo, fortunatamente sono sempre stata autonoma negli spostamenti in caso di emergenze. Però, penso a quelle persone che non hanno un mezzo proprio. Penso agli anziani e a chi ha problemi di salute. Trascorrere la notte sul traghetto non può essere l’unica soluzione per loro. Potremmo passare le ore a parlare di come andrebbe gestita una situazione del genere. Oppure, magari, di come potrebbero essere investiti i soldi del contributo di sbarco”. 

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