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E venne il giorno della ripicca. Il sindaco di Capoliveri l’ha ribattezzata “la mia rivincita”, anche se in realtà è – appunto – soltanto una rappresaglia nei confronti dei Comuni di Portoferraio e Rio che hanno fatto naufragare la sua richiesta di aumento della tassa di sbarco da 3,50 a 5 euro. E nel suo delirio di ribaltamento della situazione a tutti i costi, Barbetti non si rende conto che sta affondando la Gat. Perché ora per tenere in piedi quel tipo di gestione occorrerà rivedere profondamente le regole del gioco. Pena, l’inabissamento definitivo dell’organismo.

La cronaca della consulta dei sindaci per la Gestione Associata per il Turismo comincia intorno a mezzogiorno e va avanti per un paio d’ore. Barbetti ha illustrato come verrà suddiviso il budget del 2019, concedendo soltanto una lieve differenza di 100mila euro in più o in meno sulle opere comprensoriali. La soluzione che è passata è quella che già aveva illustrato nella riunione precedente: 1 milione e 400mila euro per la promozione turistica (cifra criticata da molti, anche per la poca trasparenza degli investimenti passati), 1 milione e 400mila euro da suddividere in parti uguali tra i sette Comuni e 200mila per le opere comprensoriali.

Poiché, a differenza della tassa di sbarco, sulla destinazione dei fondi la decisione dei sindaci viene presa a maggioranza e non all’unanimità, si è capito subito che questa linea sarebbe passata, a prescindere dal parere di Portoferraio e Rio. E difatti così è stato.

Ma non è mancata una sceneggiata imbastita dall’ex vice sindaco di Portoferraio, Roberto Marini, che senza concordare il suo intervento con Mario Ferrari, ha voluto prendersi la scena attaccando a testa bassa contro il “sabotaggio” di Rio per quanto riguarda il mancato aumento della tassa di sbarco.

Sceneggiate pre elettorali di Marini a parte, c’è ora da attendere quale sarà la reazione delle amministrazioni di Portoferraio e Rio alla diminuzione degli introiti da parte della Gat: 100mila euro in meno per il capoluogo e 85mila in meno per il comune riunificato. Sia Ferrari che Corsini hanno già lasciato intendere nei giorni scorsi che non avrebbero accettato supinamente il declassamento delle loro amministrazioni in nome di una ripartizione che vede un contributo di 200mila euro ad un Comune piccolo come quello di Marciana Marina identico a quello riservato a Portoferraio.

Gli argomenti per mandare a picco la Gat, insomma, ci sono e circola con insistenza la voce che alcuni legali siano già stati interpellati per predisporre gli atti conseguenti all’uscita di Portoferraio e Rio dalla Gestione Associata per il Turismo. E d’altra parte che il clima sia già caldo, lo si desume anche dagli interventi diffusi nei giorni scorsi attraverso Elbareport. L’ex sindaco di Portoferraio, Giovanni Fratini, aveva sollevato il sospetto di “un dispetto ai due Comuni che si sono opposti all’aumento”, aggiungendo, però, che questa “nuova birbata barbettiana, se portata diabolicamente all’approvazione della Consulta, avrà conseguenze disastrose”. Ma anche Paolo Gasparri aveva posto, all’attenzione dell’opinione pubblica, la questione sulla competenza amministrativa sottolineando come ciascun comune possa “imporre il contributo per gli sbarchi effettuati nel proprio territorio”, arrivando a supporre che, a parte Portoferraio, Rio e Campo, “il gettito degli altri comuni dell’Elba, privi di servizio di trasporto per l’isola, è nullo”. Perplessità anche da parte di Gabriele Rotellini che aveva fatto notare come si sia investito troppo in promozione rispetto agli interventi di miglioramento dei servizi turistici.

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